Piacenza, la signora discreta del Medioevo e del Rinascimento
“Benvenuti a una nuova puntata del nostro viaggio tra le città d’arte italiane.
Oggi facciamo tappa in un luogo che molti attraversano andando verso Milano o Bologna, ma in pochi si fermano a scoprire davvero.
Eppure, appena varchi la soglia del suo centro storico, capisci che Piacenza non urla la sua bellezza: la sussurra con un’eleganza antica e rigorosa.
Siamo nella terra dei Farnese, tra mattoni rossi, cavalli di bronzo e cupole affrescate.”
Il cuore pulsante: Piazza Cavalli
“Il nostro tour non può che partire da Piazza Cavalli, il simbolo indiscusso della città.
Qui domina il Palazzo Gotico, un capolavoro dell’architettura civile del 1200 che, con le sue merlature e il contrasto tra il marmo bianco e il cotto rosso, sembra uscito da un libro di fiabe medievali.
Ma il nome della piazza lo dobbiamo ai due colossi che la sorvegliano: i monumenti equestri ai duchi Alessandro e Ranuccio Farnese.
Sono tra le statue barocche più belle al mondo, realizzate da Francesco Mochi con un dinamismo tale che sembra quasi di sentire il fruscio dei mantelli nel vento.”
Un viaggio nel tempo a Palazzo Farnese
“A pochi passi troviamo l’imponente Palazzo Farnese. È una struttura che incute rispetto, nata per essere una reggia grandiosa ma rimasta incompiuta, il che le conferisce un fascino quasi malinconico.
Oggi ospita i Musei Civici, dove potete trovare di tutto: dalle carrozze d’epoca a una delle curiosità più incredibili dell’archeologia italiana: il Fegato di Piacenza, un modello in bronzo di epoca etrusca usato per la divinazione. Un oggetto che ci ricorda quanto profonda sia la storia di questa terra.”
Fede e arte: il Duomo e Santa Maria di Campagna
Spostiamoci sull’arte sacra, perché Piacenza toglie il fiato. Il Duomo è un esempio magistrale di romanico padano, ma il vero tesoro è lassù, nella cupola: gli affreschi del Guercino. Se non soffrite di vertigini, potete salire lungo i camminamenti medievali per guardare i profeti negli occhi.
E per chi ama il Rinascimento ‘rock’, c’è la Basilica di Santa Maria di Campagna, dove il Pordenone ha lasciato affreschi talmente vigorosi e potenti da lasciare senza parole.
La Galleria Ricci Oddi
“Prima di chiudere, un consiglio per gli amanti del moderno. Piacenza ospita la Galleria Ricci Oddi, una delle collezioni d’arte moderna più importanti d’Italia.
Qui è conservato il celebre Ritratto di Signora di Gustav Klimt, un quadro dalla storia incredibile, rubato e ritrovato quasi per caso dopo vent’anni proprio all’interno delle mura del museo.”
Piacenza è così: una città di nobili silenzi, di sapori intensi e di una ricchezza culturale che aspetta solo di essere guardata con attenzione.
La prossima volta che passate lungo l’autostrada del Sole, mettete la freccia e uscite. Non ve ne pentirete.
