Ritratti Doni Raffaello: illustrazione originale con due cornici di ritratto affiancate

Ritratti Doni di Raffaello: Agnolo Doni e Maddalena Strozzi tra Leonardo e Firenze

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Scheda delle opere

  • Autore: Raffaello Sanzio; i dipinti sul retro sono attribuiti al cosiddetto Maestro di Serumido
  • Titolo: Ritratti di Agnolo Doni e di Maddalena Strozzi (sul retro: il Diluvio e la storia di Deucalione e Pirra)
  • Data: 1504–1507 circa (la cronologia è discussa)
  • Tecnica: olio su tavola
  • Collocazione: Gallerie degli Uffizi, Firenze (dal 2018 accanto al Tondo Doni di Michelangelo)

Un ritratto di coppia nella Firenze di Leonardo e Michelangelo

Quando Raffaello arriva a Firenze, intorno al 1504, la città è il laboratorio artistico più vivace d’Europa. Leonardo e Michelangelo vi lavorano negli stessi anni, e il giovane urbinate studia entrambi con una curiosità instancabile. Tra le sue prime commissioni fiorentine ci sono i Ritratti Doni di Raffaello: due tavole che raffigurano un ricco mercante, Agnolo Doni, e la giovane moglie, Maddalena Strozzi.

Le due tavole interessano per più motivi. Mostrano come Raffaello abbia assimilato la lezione di Leonardo, in particolare della Gioconda. Documentano la cultura materiale della Firenze del primo Cinquecento: stoffe, gioielli, acconciature. E raccontano un caso raro di committenza: i Doni sono tra i pochissimi privati ad aver commissionato opere sia a Raffaello sia a Michelangelo.

Alla fine trovi un laboratorio sul lessico della moda e sui pronomi relativi: descrivere un abito o un gioiello è un ottimo modo per usarli.

1. Chi erano Agnolo Doni e Maddalena Strozzi

Agnolo Doni (1474–1539) era un facoltoso mercante di stoffe dell’alta borghesia fiorentina, appassionato collezionista di pietre preziose e di oggetti antichi. Maddalena Strozzi (1489–1540) apparteneva invece a una delle famiglie aristocratiche più influenti della città, storica rivale dei Medici. Secondo la scheda delle Gallerie degli Uffizi, i due si sposarono il 31 gennaio 1504; alcune fonti indicano il 1503, perché nel calendario fiorentino l’anno cominciava il 25 marzo. Quando si sposò, Maddalena aveva circa quindici anni.

Giorgio Vasari, nella seconda edizione delle Vite (1568), ricorda che Agnolo, molto attento al denaro in tutto il resto, era disposto a spendere per pittura e scultura, e che fece ritrarre a Raffaello sé e la moglie. Vasari aggiunge che i ritratti si trovavano ancora, ai suoi tempi, nella casa di famiglia in Corso de’ Tintori. Allo stesso Agnolo si deve la commissione del celebre Tondo Doni di Michelangelo, la Sacra Famiglia oggi agli Uffizi.

Dal 5 giugno 2018 i due ritratti sono esposti agli Uffizi accanto al Tondo, su nuovi supporti che permettono di vedere anche il retro delle tavole. Il museo celebra ogni anno, il 31 gennaio, la «Festa dei Doni», dedicata alle coppie.

2. La lezione di Leonardo

La posa della Gioconda

Il ritratto di Maddalena riprende in modo evidente la struttura della Gioconda, che Leonardo aveva iniziato a Firenze intorno al 1503: figura a mezzo busto, di tre quarti, le mani posate una sull’altra in primo piano, un paesaggio sullo sfondo. Raffaello però non copia alla lettera e adatta la lezione di Leonardo al proprio modo di dipingere.

Elemento Raffaello, Maddalena Strozzi Leonardo, Gioconda
Posa Mezzo busto di tre quarti, mani incrociate Mezzo busto di tre quarti, mani incrociate
Luce e contorni Luce chiara e diffusa, contorni nitidi Sfumato, passaggi di luce morbidissimi
Paesaggio Colline luminose e leggibili, di gusto umbro Paesaggio remoto e atmosferico
Dettagli Descrizione minuziosa di stoffe e gioielli Abito sobrio, nessun gioiello
Effetto Ritratto sociale: rango, ricchezza, matrimonio Ritratto enigmatico, quasi universale

La precisione “fiamminga”

L’attenzione per la superficie delle cose (il lucido della seta, la trasparenza della perla, la pelle del viso) rivela anche l’interesse per la pittura dei Paesi Bassi, molto apprezzata dai collezionisti fiorentini. Il risultato è un equilibrio tipicamente raffaellesco: la struttura monumentale viene da Leonardo, la chiarezza della luce e la serenità del paesaggio dalla formazione umbra.

Un dittico che dialoga

I due ritratti erano pensati come coppia, probabilmente uniti a dittico e destinati alla camera nuziale della casa di Corso de’ Tintori. Accostati, le due figure si rivolgono l’una verso l’altra e il cielo con le nuvole sembra proseguire da una tavola all’altra, come se i coniugi stessero davanti allo stesso paesaggio. Agnolo, con lo sguardo diretto e un po’ severo, esprime la sicurezza di un uomo d’affari; Maddalena, più composta, ha un’espressione riservata, quasi trattenuta.

Ritratto e identità sociale

Nel Rinascimento il ritratto non serviva soltanto a ricordare un volto. Era un documento sociale: diceva chi si era, a quale famiglia si apparteneva, quale posizione si occupava in città. Per un mercante come Agnolo, farsi ritrarre dal pittore più promettente del momento significava affermare il proprio prestigio accanto a quello, antico, della famiglia Strozzi. Per questo Raffaello cura con la stessa attenzione il carattere psicologico dei personaggi e i segni esteriori del loro rango.

3. Gioielli, stoffe e simboli

Il ritratto di Maddalena è un piccolo trattato di moda rinascimentale. La giovane indossa un abito di seta con ampie maniche di damasco, secondo la moda fiorentina del tempo. Al collo porta un pendente prezioso: un gioiello d’oro a forma di unicorno con un rubino, uno smeraldo, uno zaffiro e una grande perla, verosimilmente un dono di nozze di Agnolo. L’unicorno, nella simbologia medievale e rinascimentale, è legato alla castità; la perla alla purezza. Le pietre, che Agnolo amava collezionare, dicono anche ricchezza e gusto.

Gli anelli che entrambi i coniugi portano alle dita completano il messaggio: si tratta di ritratti matrimoniali, che celebrano un’alleanza tra famiglie e la fecondità attesa dall’unione.

4. Il retro delle tavole: il Diluvio e la rinascita dell’umanità

Sul retro delle due tavole sono dipinte, a monocromo, due scene mitologiche tratte dalle Metamorfosi di Ovidio. Dietro il ritratto di Agnolo c’è il Diluvio con cui gli dei puniscono l’umanità; dietro quello di Maddalena la storia di Deucalione e Pirra, gli unici sopravvissuti, che ripopolano la terra gettando pietre alle loro spalle. Il messaggio è chiaro: dalla coppia nasce una nuova stirpe.

Queste scene non sono di Raffaello. Le Gallerie degli Uffizi le attribuiscono a un collega del giovane urbinate rimasto anonimo, identificato con il cosiddetto Maestro di Serumido, figura ricostruita dallo storico dell’arte Federico Zeri raggruppando opere di stile affine.

5. Il posto dei Ritratti Doni nella carriera di Raffaello

In queste due tavole si vede il momento in cui Raffaello assimila Leonardo senza perdere la propria identità. Da qui partono altri ritratti fiorentini, come la cosiddetta Gravida di Palazzo Pitti, che fissano un nuovo modello di ritratto borghese. I Doni ricordano anche quanto contassero i committenti privati nel mercato dell’arte del Rinascimento: agli Uffizi, nella stessa sala, si vedono Raffaello e Michelangelo al servizio della stessa famiglia.

6. Laboratorio di italiano L2 (B1-B2)

Glossario della moda rinascimentale

  • Damasco: tessuto pregiato con disegni lucidi su fondo opaco (dal nome della città di Damasco).
  • Gamurra: abito femminile fiorentino del Quattro e Cinquecento, con corpetto aderente e gonna ampia.
  • Maniche staccabili: nel Rinascimento le maniche si allacciavano al corpetto e si potevano cambiare.
  • Pendente: gioiello che pende da una catena o da un nastro.
  • Dittico: opera composta da due tavole pensate come coppia.
  • Monocromo: dipinto eseguito con un solo colore in diverse gradazioni.

Grammatica: i pronomi relativi

  • che (soggetto o oggetto): Il gioiello che Maddalena porta è un dono di nozze.
  • cui (dopo preposizione): La famiglia da cui proviene Maddalena è quella degli Strozzi.
  • il cui / la cui (possesso): Maddalena, la cui veste è di seta, guarda verso lo spettatore.
  • il quale / la quale (registro formale o per chiarezza): Agnolo Doni, il quale commissionò anche il Tondo a Michelangelo, era un mercante.

Esercizio

Completa con il pronome relativo corretto.

  1. Il pittore ____ ha dipinto il retro è rimasto anonimo.
  2. Il museo ____ si trovano i ritratti è agli Uffizi.
  3. Agnolo, ____ passione erano le pietre preziose, collezionava gemme antiche.
  4. Il mito ____ parla Ovidio racconta la rinascita dell’umanità.

Soluzioni: 1. che; 2. in cui; 3. la cui; 4. di cui.

Produzione orale o scritta

Descrivi l’abbigliamento di una persona in una foto di famiglia usando almeno tre pronomi relativi diversi. Ti aiuterà nella prova di produzione orale degli esami B1-B2.

Un matrimonio e un apprendistato

I Ritratti Doni raccontano un matrimonio fiorentino e, insieme, un pittore giovane che guarda Leonardo e intanto trova la propria voce. Se vuoi leggere l’arte italiana e allo stesso tempo migliorare il tuo italiano, prenota una lezione privata online su my-italian-teacher.ch. I corsi sono in preparazione e la lista d’attesa è aperta; intanto puoi seguire gratis il corso di grammatica A1 sul blog.

Letture e risorse consigliate

  • Raffaello a Firenze. Dipinti e disegni delle collezioni fiorentine, catalogo della mostra di Palazzo Pitti, Electa. Vedi su Amazon
  • Giorgio Vasari, Le vite (Vita di Raffaello), edizione commentata. Vedi su Amazon
  • Roger Jones, Nicholas Penny, Raphael, Yale University Press. Vedi su Amazon

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Fonti

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