Un libro intitolato Lezioni di Italiano su un tavolo di legno, per imparare il presente dei verbi in -are

Il presente indicativo dei verbi in -are: regole, eccezioni ed esercizi

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In italiano i verbi si dividono in tre coniugazioni, riconoscibili dalla desinenza dell’infinito: -are, -ere, -ire. I verbi in -are appartengono alla prima coniugazione: sono i più numerosi e in gran parte regolari, e per questo sono il punto di partenza ideale. Dopo aver imparato essere e avere, è il passo successivo naturale.

Come si forma il presente indicativo

Si toglie -are dall’infinito e si aggiungono le desinenze:

PersonaDesinenzaparlareabitarelavorare
io-oparloabitolavoro
tu-iparliabitilavori
lui / lei / Lei-aparlaabitalavora
noi-iamoparliamoabitiamolavoriamo
voi-ateparlateabitatelavorate
loro-anoparlanoabitanolavorano

Lo stesso schema vale per centinaia di verbi comuni: ascoltare, guardare, comprare, cucinare, entrare, arrivare, aspettare, chiamare, trovare…

Attenzione alla pronuncia: nella terza persona plurale l’accento non cade sulla desinenza: si dice pàrlano, àbitano, lavòrano, non “parlàno”. E in àbito, àbiti, àbita l’accento è sulla prima sillaba.

I verbi in -care e -gare

Per mantenere il suono duro di c e g, si aggiunge una h davanti alle desinenze che iniziano con i (tu e noi):

  • cercare: cerco, cerchi, cerca, cerchiamo, cercate, cercano
  • pagare: pago, paghi, paga, paghiamo, pagate, pagano

I verbi in -ciare e -giare

La i della radice serve solo a dare il suono dolce; davanti a un’altra i si perde:

  • cominciare: comincio, cominci, comincia, cominciamo, cominciate, cominciano
  • mangiare: mangio, mangi, mangia, mangiamo, mangiate, mangiano

Gli altri verbi in -iare

  • se la i non è accentata nella prima persona, al tu c’è una sola i: studiare → io stùdio, tu studi; cambiare → tu cambi;
  • se la i è accentata, al tu ci sono due i: inviare → io invìo, tu invii; sciare → io scìo, tu scii.

I quattro irregolari da imparare subito

andarefarestaredare
iovadofacciostodo
tuvaifaistaidai
lui / leivafastadà
noiandiamofacciamostiamodiamo
voiandatefatestatedate
lorovannofannostannodanno

Nota l’accento su dà (verbo), che lo distingue dalla preposizione da. Questi verbi sono frequentissimi: Come stai? Che lavoro fai? Dove vai in vacanza?

Quando si usa il presente

  • azioni che accadono adesso: Parlo al telefono.
  • abitudini: Lavoro dal lunedì al venerdì.
  • verità generali: In Svizzera si parlano quattro lingue.
  • futuro vicino e programmato: Domani arrivo alle otto.

Secondo l’Enciclopedia dell’italiano Treccani, il presente indicativo può assumere anche valore di futuro in certi contesti [1]: ecco perché Domani arrivo alle otto è una frase corretta.

I verbi in -are più utili da conoscere

AmbitoVerbi
Vita quotidianaabitare, lavorare, mangiare, cucinare, comprare, pagare, cercare, trovare
Comunicazioneparlare, chiamare, ascoltare, domandare, spiegare, ringraziare, aiutare
Studiostudiare, imparare, cominciare, pensare, ricordare, preparare, controllare
Tempo liberogiocare, viaggiare, ballare, cantare, camminare, nuotare, guardare

Mini-dialogo: una giornata normale

Elena: Dove lavori adesso?
Peter: Lavoro in un ufficio a Lugano, ma abito a Bellinzona. Cerco un appartamento più vicino.
Elena: Ah! E la sera che cosa fai?
Peter: Cucino, studio un po’ di italiano e guardo un film. Il sabato mangiamo con gli amici.

Gli errori più comuni

  • «Io parlo italiano» ripetuto sempre: in italiano il pronome soggetto di solito si omette: parlo, abito, lavoro. Si usa per contrasto: Io parlo tedesco, lei parla italiano.
  • «cerci», «pagi»: mancano la h. Si scrive cerchi, paghi.
  • «mangiiamo»: due i di troppo. Si scrive mangiamo.
  • «fai» al posto di «fa» (lei): controlla la persona: io faccio, tu fai, lei fa.

Perché andare, dare, fare e stare sono così utili

Questi quattro verbi sono irregolari, ma vale la pena impararli subito perché compaiono in moltissime frasi quotidiane. Il Vocabolario Treccani descrive andare come lo spostarsi da un luogo a un altro, ma anche come il verbo delle cose che «procedono», come in le cose vanno bene [2]. Dare significa far avere qualcosa a qualcuno, cioè passarla da sé a un’altra persona [3]. Fare è indicato come un verbo dal significato molto generico, che può esprimere qualsiasi azione, materiale o no [4]: per questo si nasconde in tante espressioni, come fare la spesa, fare colazione, fare una domanda. Quanto a stare, il dizionario osserva che nell’uso comune di solito richiede un complemento, per esempio un luogo o un avverbio [5]: sto bene, sto a casa, stai zitto.

L’accento: dove va la voce?

Nel presente dei verbi in -are l’accento si sposta. In io, tu, lui/lei e loro cade sulla radice: PÀR-lo, PÀR-li, PÀR-la, PÀR-la-no. In noi e voi passa sulla desinenza: par-LIÀ-mo, par-LÀ-te. Molti studenti accentano tutte le forme nello stesso punto, e il risultato suona straniero anche quando l’ortografia è perfetta. Leggi a voce alta queste coppie, prima lentamente: lavoro – lavoriamo, cerchi – cercate, mangio – mangiate.

Verbi in -iare: tu e noi a colpo d’occhio

Infinitoiotunoi
mangiaremangiomangimangiamo
studiarestùdiostudistudiamo
cambiarecambiocambicambiamo
inviareinvìoinvìiinviamo

La forma del noi non ha mai la doppia i: la desinenza -iamo contiene già la i. Solo il tu dei verbi con la i accentata (come inviare e sciare) ne mantiene due.

Lettura: la giornata di Sara

Sara abita a Locarno e lavora a Bellinzona. La mattina prepara il caffè, ascolta la radio e aspetta il treno. A mezzogiorno mangia con una collega: la collega cucina molto bene e Sara paga il caffè. La sera studia un po’ di tedesco, chiama un’amica e guarda una serie. Il sabato Sara e suo fratello vanno al mercato e comprano frutta e verdura.

Tocca a te: riscrivi il testo alla forma io («Abito a…») e poi alla forma noi («Abitiamo a…»). Controlla ogni desinenza, soprattutto in mangiare, pagare e andare.

Un’anteprima: i verbi riflessivi in -are

Molti verbi della routine quotidiana sono riflessivi, come lavarsi. Le desinenze in -are restano le stesse; si aggiunge solo un piccolo pronome davanti al verbo: mi lavo, ti lavi, si lava, ci laviamo, vi lavate, si lavano. Confronta lavo la macchina con mi lavo (lavo me stesso). Studieremo questi verbi in una lezione dedicata.

Esercizio 1: coniuga il verbo tra parentesi

  1. Noi (mangiare) ______ sempre alle sette.
  2. Tu (cercare) ______ casa a Lugano?
  3. Loro (abitare) ______ a Zurigo.
  4. Io (andare) ______ a scuola in autobus.
  5. Voi (studiare) ______ italiano da molto tempo?
  6. Tu (pagare) ______ con la carta o in contanti?
  7. Lei (fare) ______ la cuoca.
  8. Noi (cominciare) ______ la lezione alle nove.

Soluzioni: 1. mangiamo – 2. cerchi – 3. abitano – 4. vado – 5. studiate – 6. paghi – 7. fa – 8. cominciamo.

Esercizio 2: trova l’errore

  1. Marco cerca un lavoro e io cerco un appartamento. Noi cerciamo insieme.
  2. Voi mangiate sempre troppo tardi.
  3. Maria fai la spesa il sabato.
  4. Gli studenti studiano molto.
  5. Tu paghi il caffè? Sì, io pago.

Soluzioni: 1. cerchiamo. 2. Corretto. 3. fa. 4. Corretto. 5. Corretto.

Per riflettere: descrivi la tua giornata in sei frasi usando sei verbi diversi in -are e almeno uno irregolare (andare, fare, stare o dare).

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Fonti

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