Libro di grammatica italiana rilegato in pelle su una scrivania, per imparare i verbi essere e avere

Essere e avere: i verbi fondamentali dell’italiano

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Di Rossana Pazzaglia, insegnante madrelingua con certificazione CEDILS in didattica dell’italiano a stranieri (Università Ca’ Foscari Venezia) · Aggiornato il 19 ottobre 2026

Essere e avere sono i primi verbi che si imparano in italiano, e non per caso: sono irregolari, si usano in ogni conversazione e sono anche i verbi ausiliari dei tempi composti, come il passato prossimo. Sembrano facilissimi, ma meritano un po’ di calma: se li conosci bene fin dall’inizio (livello A1), tutto il resto viene molto più facile.

Il verbo essere al presente

PersonaEssere
iosono
tusei
lui / lei / Leiè
noisiamo
voisiete
lorosono

Attenzione all’accento: è (verbo) ha l’accento, e (congiunzione, “and”) no. Marco è alto e simpatico.

Quando si usa essere

  • identità e nome: Sono Rossana.
  • nazionalità e provenienza: Sei tedesco? Siamo di Lugano.
  • professione: Lei è medico.
  • caratteristiche e stati: Il caffè è caldo. Sono stanca.
  • posizione: Dove sei? Sono a casa.

Con esserci diciamo che qualcosa esiste o si trova in un luogo: c’è + singolare, ci sono + plurale. C’è un bar qui vicino? Ci sono due studenti nuovi.

Il verbo avere al presente

PersonaAvere
ioho
tuhai
lui / lei / Leiha
noiabbiamo
voiavete
lorohanno

La h non si pronuncia mai: serve solo a distinguere ho da o (“or”), hai da ai, ha da a e hanno da anno (“year”).

Quando si usa avere

  • possesso: Ho una macchina rossa.
  • famiglia e relazioni: Hai fratelli?
  • età: Ho trent’anni.
  • sensazioni fisiche: ho fame, ho sete, ho caldo, ho freddo, ho sonno, ho paura.
  • espressioni utili: ho ragione (I’m right), ho bisogno di (I need), ho voglia di (I feel like), ho fretta (I’m in a hurry).

L’errore più comune: l’età e le sensazioni

Chi parla inglese o tedesco tende a tradurre alla lettera “I am 30” o “Ich bin 30” e dice “sono 30 anni”. In italiano l’età si esprime con avere: ho 30 anni. Lo stesso vale per fame, sete, freddo e caldo: ho freddo, non “sono freddo” (che significa “sono una persona fredda”!). A lezione lo vedo spesso con chi parla tedesco: si pensa nella propria lingua e si traduce, così la frase italiana prende la struttura tedesca. Gli errori, però, ben vengano: ci mostrano esattamente dove lavorare.

Tu o Lei?

Con persone che non conosci, in un negozio o al lavoro si usa il Lei di cortesia, che prende la stessa forma di lui/lei: Lei è di Zurigo? Ha un momento?

Essere e avere come ausiliari: un primo sguardo al passato prossimo

Essere e avere non sono solo verbi con un significato proprio: servono anche a costruire i tempi composti. Il passato prossimo, il tempo del passato più usato nella conversazione quotidiana, si forma con il presente di un ausiliare più il participio passato: ho mangiato, sono andata. Ma quale ausiliare serve? Al livello A1 bastano tre indicazioni semplici per cominciare [3][4]:

  • Avere con i verbi transitivi alla forma attiva, cioè i verbi che possono avere un complemento oggetto: ho letto un libro, abbiamo comprato il pane. Molti verbi intransitivi che indicano un’azione compiuta dal soggetto prendono avere: ho dormito, ho parlato.
  • Essere con i verbi riflessivi: mi sono lavato, ci siamo svegliati presto.
  • Essere con molti verbi di movimento e di cambiamento: sono andato, sono partita, sono nato. Attenzione: alcuni verbi di movimento vogliono avere (ho camminato, ho viaggiato).

Con essere, il participio concorda con il soggetto in genere e numero: Marco è andato, Marta è andata, Marco e Marta sono andati. Con avere, nelle frasi semplici come Marta ha mangiato la pizza, il participio resta invariato. Le pagine di grammatica che ho consultato sottolineano che per i verbi intransitivi non esiste un’unica regola valida sempre [3][4]: in questa fase conviene quindi imparare i verbi più frequenti come piccole formule (sono andato a casa, ho dormito bene) e scoprire le eccezioni a poco a poco.

Pratica: quale ausiliare?

Completa con il presente di essere o avere:

  1. Ieri io ___ mangiato una pizza.
  2. Lucia ___ andata a Lugano.
  3. Noi ___ dormito molto bene.
  4. Loro ___ partiti alle otto.
  5. Stamattina mi ___ svegliato presto.

Soluzioni: 1. ho – 2. è – 3. abbiamo – 4. sono – 5. sono.

Un trucco: prima di scegliere l’ausiliare, fatti due domande. Il verbo è riflessivo (mi, ti, si, ci, vi)? Indica andare, venire o cambiare? Se la risposta è sì, prova con essere; altrimenti avere è di solito la scelta più sicura.

Errore frequente: molti studenti dicono ho andato oppure sono mangiato. Ricorda: andare vuole essere (sono andato), mangiare vuole avere (ho mangiato). Prova a dire ad alta voce cinque frasi su ieri, cambiando ogni volta il verbo, e controlla l’ausiliare.

Primo esercizio: essere o avere?

Completa con la forma giusta di essere o avere:

  1. Io ___ fame, andiamo a mangiare?
  2. Noi ___ svizzeri, di Bellinzona.
  3. Quanti anni ___ tu?
  4. Loro ___ molto simpatici.
  5. Signora, Lei ___ ragione.
  6. Voi ___ a casa stasera?

Soluzioni: 1. ho – 2. siamo – 3. hai – 4. sono – 5. ha – 6. siete.

Mini-dialogo: ci presentiamo

Marta: Ciao, sono Marta. E tu, come ti chiami?
Jonas: Sono Jonas, sono di Zurigo. Ho 28 anni e ho una sorella a Lugano.
Marta: Che bello! Ci sono molti svizzeri tedeschi in questo corso. Hai fame? C’è un bar qui vicino.
Jonas: Sì, ho molta fame e anche un po’ di sete!

Frasi utili da ricordare

  • Come stai? – Sto bene, grazie. (qui non si usa essere, ma stare)
  • Che ore sono? – Sono le tre. (con le ore si usa essere)
  • C’è posto? – No, mi dispiace, non ci sono posti.
  • Hai tempo? – Non ho tempo, ho fretta.

Come ricordare quale verbo usare

  1. Per descrivere chi sei o come sei (nome, origine, professione, carattere): essere.
  2. Per dire che cosa possiedi, quanti anni hai o che cosa senti (fame, sete, freddo): avere.
  3. Per dire che qualcosa esiste in un luogo: c’è / ci sono.

Secondo il Vocabolario Treccani, essere funziona sia da copula (la neve è bianca), sia da ausiliare nei tempi composti, e con esserci indica esistenza o presenza [1]. Il verbo avere, oltre al possesso, esprime sensazioni e stati (avere caldo, fame, sonno) e relazioni di parentela (ha tre figli) [2].

Secondo esercizio: trova l’errore

Correggi le frasi sbagliate:

  1. Sono 25 anni.
  2. Ho stanco.
  3. Maria ha italiana.
  4. Noi abbiamo a Milano.
  5. C’è molte persone in piazza.

Soluzioni: 1. Ho 25 anni. – 2. Sono stanco/a. – 3. Maria è italiana. – 4. Noi siamo a Milano. – 5. Ci sono molte persone in piazza.

Per riflettere: quali espressioni con avere usano un verbo diverso nella tua lingua? Scrivine tre e confrontale con l’italiano.

Frasi negative e domande con essere e avere

Per fare una frase negativa si mette non subito prima del verbo: Non sono stanca. Non ho fame. Non ho fratelli. Non c’è nessun problema. In italiano non esiste un verbo d’appoggio come il “do” inglese, quindi non serve nessuna parola in più.

Le domande hanno lo stesso ordine delle parole delle affermazioni. Nel parlato cambia solo la melodia (la voce sale alla fine), nello scritto si aggiunge il punto interrogativo: Sei italiano? Hai un momento? Siete a casa? Ecco le parole interrogative più utili con questi due verbi:

  • Chi sei? Chi è?
  • Dov’è la stazione? Dove sei?
  • Come sei? Com’è il tuo professore? (per chiedere una descrizione)
  • Quanti anni hai? Quanti fratelli hai?
  • Perché hai fretta?

Essere o stare? Un chiarimento rapido

Molti studenti si chiedono perché Come stai? si dica con stare e non con essere. Come regola pratica di partenza, usa essere per dire chi o che cosa è qualcuno (nome, origine, professione, descrizione) e stare per dire come ti senti e per indicare che ti trovi o resti in un luogo o in una situazione: Sto bene, sto a casa, stiamo attenti. Con i luoghi possono comparire entrambi (sono a casa e sto a casa sono possibili), ma al livello A1 basta ricordare la domanda fissa Come stai? e le risposte Sto bene / Sto male / Sto così così. Approfondirai stare più avanti.

Mini-dialogo 2: in albergo

Receptionist: Buonasera, signora. Ha una prenotazione?
Cliente: Sì, sono Anna Keller. Ho una camera per due notti.
Receptionist: Perfetto. Siete in due?
Cliente: No, sono sola, ma ho molte valigie. C’è un ascensore?
Receptionist: Sì, c’è. E la colazione è alle sette, nella sala a destra.

Riesci a trovare tutte le forme di essere e avere nel dialogo? Contale e confrontale con un compagno o con l’insegnante.

Terzo esercizio: costruisci la frase

Scrivi una frase con le parole date, aggiungendo la forma giusta di essere o avere e, se serve, non:

  1. noi / stanchi / oggi (negativa)
  2. tu / sete?
  3. Marco e Luca / 20 anni
  4. io / a Lugano / in vacanza
  5. in questa classe / molti studenti
  6. voi / fretta? (domanda)

Soluzioni possibili: 1. Oggi non siamo stanchi. – 2. Hai sete? – 3. Marco e Luca hanno vent’anni. – 4. Sono a Lugano in vacanza. – 5. In questa classe ci sono molti studenti. – 6. Avete fretta?

Come imparare essere e avere

  • Impara i verbi a blocchi, non a elenchi. Invece di memorizzare una tabella, memorizza frasi brevi che puoi davvero dire: Sono di Lugano. Ho due fratelli. Ho fame.
  • Presentati ad alta voce. Nome, origine, lavoro, età, famiglia, una cosa che hai, una cosa che non sei. In cinque frasi userai tutte le persone di entrambi i verbi.
  • Non tradurre alla lettera. L’inglese dice “I am hungry”, il francese “J’ai faim” e il tedesco “Ich habe Hunger”: se la tua lingua usa “avere” per le sensazioni, hai già un vantaggio.
  • Attenzione ai pronomi. In italiano il pronome soggetto (io, tu, noi…) di solito si omette, perché la desinenza del verbo indica già la persona: Sono stanca, non Io sono stanca (la seconda frase va bene solo per dare enfasi: Io sono stanca, tu no!).

Domande per riflettere

  • Quali sensazioni esprimi con “essere” nella tua lingua e con avere in italiano?
  • Quali forme di essere e avere confondi più spesso (sono / hanno? sei / hai)? Scrivi una frase per ciascuna.
  • Guarda un breve testo italiano, per esempio la pagina di un albergo o un menu: quante forme di essere e avere riesci a evidenziare?

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Fonti

Esempi, dialogo ed esercizi nascono dalla mia esperienza di insegnamento dell’italiano a stranieri.

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