Quarto articolo del ciclo su Raffaello. Se prepari un esame di livello avanzato e vuoi lavorare sulla narrazione al passato, puoi prenotare una lezione privata online o iscriverti alla lista d’attesa dei corsi su my-italian-teacher.ch.
Scheda dell’opera
- Autore: Raffaello Sanzio
- Titolo: Trasporto di Cristo al sepolcro, detto Deposizione Borghese o Pala Baglioni
- Data: firmata e datata 1507 (RAPHAEL URBINAS MDVII)
- Tecnica e misure: olio su tavola di pioppo, 174,5 × 178,5 cm
- Committente: Atalanta Baglioni, per la cappella di famiglia in San Francesco al Prato, Perugia
- Collocazione: Galleria Borghese, Roma (la cimasa con il Padre Eterno è a Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria; la predella con le Virtù teologali ai Musei Vaticani)
Da un lutto nasce un capolavoro
Poche opere del Rinascimento nascono da una storia così cupa come la Pala Baglioni di Raffaello. La committente, la nobildonna perugina Atalanta Baglioni, aveva perso il figlio Grifonetto in una delle pagine più sanguinose della storia di Perugia. Anni dopo chiese al giovane Raffaello una pala d’altare per la cappella di famiglia. Vasari, nella Vita di Raffaello, la descrive come una tavola con un Cristo morto portato a seppellire.
L’opera segna un passaggio decisivo nella carriera del pittore. Per la prima volta Raffaello affronta un grande soggetto drammatico, con figure in movimento, corpi che sostengono un peso reale, emozioni violente. Lo fa misurandosi apertamente con Michelangelo e con la scultura antica. Un secolo più tardi, il dipinto diventerà protagonista di un altro dramma: un trafugamento notturno ordinato da un cardinale collezionista.
È una storia che si presta molto bene a essere raccontata, e infatti nel laboratorio finale la usiamo per esercitare i tempi del racconto storico: passato remoto, imperfetto e trapassato.
1. Le “nozze rosse” di Perugia
Nel luglio del 1500 Perugia era dominata dalla famiglia Baglioni, divisa da rivalità interne. Approfittando delle feste per un matrimonio di famiglia, un gruppo di congiurati, tra cui il giovane Federico detto Grifonetto, figlio di Atalanta, uccise nella notte diversi parenti. Gian Paolo Baglioni, il capo della famiglia, riuscì a fuggire sui tetti e pochi giorni dopo tornò in città con i suoi uomini: Grifonetto fu ucciso a sua volta.
Secondo la cronaca di Francesco Matarazzo, cronista perugino contemporaneo, Atalanta aveva rifiutato di accogliere in casa il figlio dopo il massacro; quando lo trovò morente, però, gli concesse il perdono. È questo dolore materno, insieme a un desiderio di espiazione, che sta all’origine della commissione.
La tradizione identifica Grifonetto nel giovane di spalle, al centro, che regge il lenzuolo con cui viene trasportato il corpo di Cristo. Nella Vergine che sviene a destra, sorretta dalle pie donne, molti hanno visto un riflesso del lutto di Atalanta. Sono identificazioni suggestive, ma non documentate con certezza: la critica più recente, come ricorda Anna Coliva, già direttrice della Galleria Borghese, invita a non leggere l’opera solo in chiave romantica.
2. Dal compianto al trasporto: un’idea che cambia
I numerosi disegni preparatori conservati, tra gli altri, al British Museum e all’Ashmolean Museum di Oxford, mostrano che Raffaello cambiò idea più volte. Il progetto iniziale era un compianto sul Cristo morto, cioè una scena statica con le figure raccolte attorno al corpo, sul modello del Compianto dipinto dal Perugino nel 1495 (oggi a Palazzo Pitti). Poi la composizione si trasforma in un trasporto: il corpo di Cristo è sollevato e portato verso il sepolcro, e la scena acquista movimento.
| Aspetto | Perugino, Compianto (1495) | Raffaello, Pala Baglioni (1507) |
|---|---|---|
| Azione | Statica, contemplativa, orizzontale | Dinamica, diagonale; i portatori camminano e fanno fatica |
| Corpi | Figure snelle e aggraziate | Muscolatura evidente, torsioni, peso reale |
| Dolore | Pianto composto e misurato | Pathos intenso; lo svenimento della Vergine è un secondo centro emotivo |
| Modelli | Tradizione umbra | Michelangelo e la scultura antica |
Michelangelo e l’antico
Il corpo abbandonato di Cristo ricorda la Pietà vaticana di Michelangelo, che Raffaello conosceva; la donna inginocchiata che si torce per sostenere la Vergine richiama le figure in torsione che Michelangelo stava sperimentando a Firenze. Gli studiosi hanno inoltre suggerito come modello i rilievi dei sarcofagi romani con il trasporto del corpo dell’eroe, in particolare quelli con la morte di Meleagro. La scena diventa così un dialogo tra pittura moderna, scultura contemporanea e arte classica.
Paesaggio e luogo
Sullo sfondo si apre un paesaggio collinare. In alto a destra la studiosa Alessandra Oddi Baglioni, seguita da Anna Coliva, ha proposto di riconoscere il castello di Antognolla, possedimento della famiglia: un modo per ancorare la storia sacra alla terra e alla memoria dei committenti.
3. Il furto del 1608
Per circa un secolo la pala rimase nella cappella Baglioni. Poi attirò l’attenzione del cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V e collezionista avidissimo. Nel marzo del 1608, con l’appoggio dello zio, il cardinale fece prelevare la tavola di notte dalla chiesa e la fece portare a Roma, nella sua villa. Un breve di Paolo V dichiarò poi il dipinto proprietà privata del nipote.
Per calmare la protesta dei perugini, i Borghese commissionarono delle copie. Un pagamento a Giovanni Lanfranco per una copia è registrato nell’agosto del 1608, ma di quel quadro non si ha traccia. Nel 1609 arrivarono a Perugia alcune lampade d’argento e una copia oggi attribuita al Cavalier d’Arpino (Giuseppe Cesari), entrata nella Galleria Nazionale dell’Umbria nel 1863.
La storia non era finita. Nel 1797 il dipinto fu requisito dai francesi ed esposto a Parigi; tornò alla Galleria Borghese nel 1815, mentre la predella finì ai Musei Vaticani. Nel 2020, alla fine di un lungo restauro condotto in sala, la pala è tornata sulle pareti della Galleria con una nuova illuminazione e un sistema di monitoraggio delle deformazioni della tavola.
4. Un’eredità lunga un secolo
La composizione colpì profondamente gli artisti successivi. Il sito ufficiale del turismo di Roma ricorda che fu ripresa da Caravaggio, un secolo dopo, nella sua Deposizione oggi in Vaticano. Più in generale, la Pala Baglioni mostra un Raffaello che non è più soltanto il pittore della grazia: è un artista capace di dare forma al dolore e allo sforzo fisico, una qualità che svilupperà pienamente a Roma.
5. Guida all’osservazione: cinque cose da guardare
- Il lenzuolo: è la “linea” che unisce i portatori e trasmette il peso del corpo; seguilo da sinistra a destra.
- Le gambe dei portatori: il giovane al centro arretra sbilanciato, il vecchio a sinistra sale verso il sepolcro. Raffaello studia la fatica fisica.
- Il secondo gruppo: a destra, la Vergine svenuta e le pie donne formano un controcanto emotivo al gruppo principale.
- La donna inginocchiata: la sua torsione è uno dei punti più “michelangioleschi” del dipinto.
- Il paesaggio: la serenità della campagna umbra contrasta con il dramma in primo piano.
Questo tipo di osservazione guidata è utile anche per la lingua: descrivere che cosa si vede, in quale ordine e con quali effetti è un’abilità richiesta in molte prove orali di livello avanzato.
6. Laboratorio di italiano L2 (C1)
Glossario
- Compianto: rappresentazione del dolore attorno al corpo di Cristo morto.
- Deposizione: in senso stretto, la discesa del corpo di Cristo dalla croce; nell’uso comune indica anche scene affini.
- Cimasa: parte superiore di una pala d’altare.
- Predella: fascia inferiore della pala, con piccole scene.
- Breve (papale): documento pontificio di forma più semplice della bolla.
- Trafugare: sottrarre di nascosto qualcosa di prezioso.
Grammatica: i tempi del racconto storico
- Passato remoto per i fatti compiuti: Nel 1608 Scipione Borghese fece prelevare la pala.
- Imperfetto per lo sfondo e le situazioni: Perugia era divisa da rivalità feroci.
- Trapassato remoto, dopo (non) appena, dopo che, quando, per un fatto immediatamente anteriore a un passato remoto: Non appena ebbe saputo della morte del figlio, Atalanta corse da lui.
- Trapassato prossimo per un fatto anteriore in generale: Atalanta aveva rifiutato di accoglierlo.
Esercizio
Coniuga i verbi tra parentesi.
Nel luglio del 1500 Perugia (essere) ____ in festa per un matrimonio. Dopo che i congiurati (compiere) ____ la strage, Gian Paolo (fuggire) ____ sui tetti. Pochi giorni dopo Grifonetto (morire) ____. Sua madre, che prima (rifiutare) ____ di accoglierlo, lo (perdonare) ____.
Soluzioni: era; ebbero compiuto; fuggì; morì; aveva rifiutato; perdonò.
Produzione scritta
Racconta in 180-200 parole un episodio storico della tua regione, alternando passato remoto, imperfetto e trapassato. È un esercizio tipico della prova scritta CILS C1.
Un quadro, tre storie
Nella Pala Baglioni si intrecciano tre storie: quella di una madre perugina, quella di un pittore che cresce e quella di un cardinale collezionista senza troppi scrupoli. Per raccontarle in italiano bisogna usare bene i tempi del passato. Se vuoi esercitarti con una guida, prenota una lezione privata online su my-italian-teacher.ch. I corsi sono in arrivo e la lista d’attesa è aperta; intanto il corso di grammatica A1 è gratuito sul blog.
Letture e risorse consigliate
- Kristina Herrmann Fiore (a cura di), Raffaello. La Deposizione in Galleria Borghese. Il restauro e studi storico-artistici, Motta, 2010. Vedi su Amazon
- Roger Jones, Nicholas Penny, Raphael, Yale University Press. Vedi su Amazon
- Giorgio Vasari, Le vite (Vita di Raffaello), edizione commentata. Vedi su Amazon
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Fonti
- Galleria Borghese, catalogo online, Deposition (The Carrying of the Dead Christ to the Sepulchre) (cimasa, predella, provenienza, copie di Lanfranco e Cavalier d’Arpino)
- Finestre sull’Arte, Il Trasporto di Cristo al sepolcro. La complessa realizzazione di un capolavoro giovanile di Raffaello
- Turismo Roma, Terminato il restauro della Deposizione di Raffaello (restauro 2020, Michelangelo, Caravaggio)
- Istituto Italiano Edizioni Atlas, scheda CLIL sulla Deposizione (la faida del 1500, Grifonetto)
- D. Cooper, La commissione di Atalanta Baglioni e la collocazione originaria della Deposizione, University of Warwick
- Key to Umbria, la copia del 1609 del Cavalier d’Arpino


