Scuola di Atene Raffaello: illustrazione originale con archi in prospettiva e due figure al centro

Scuola di Atene di Raffaello: Platone, Aristotele e i volti del Rinascimento

Quinto articolo del ciclo su Raffaello, dedicato all’affresco più famoso del Rinascimento. Per approfondire l’italiano attraverso l’arte e la filosofia puoi prenotare una lezione privata online o iscriverti alla lista d’attesa dei corsi su my-italian-teacher.ch.

Scheda dell’opera

  • Autore: Raffaello Sanzio
  • Titolo: Scuola di Atene
  • Data: 1509–1511 circa (la decorazione della stanza va dal 1508 al 1511)
  • Tecnica e misure: affresco, circa 7,7 m di base
  • Committente: papa Giulio II della Rovere (pontefice dal 1503 al 1513)
  • Collocazione: Stanza della Segnatura, Musei Vaticani, Città del Vaticano
  • Cartone preparatorio: Pinacoteca Ambrosiana, Milano

Raffaello arriva a Roma

Alla fine del 1508 Raffaello, venticinquenne, è chiamato a Roma da papa Giulio II. Il pontefice sta trasformando la città in una capitale artistica: Bramante progetta la nuova basilica di San Pietro, Michelangelo dipinge la volta della Cappella Sistina. A Raffaello viene affidata la decorazione di alcune stanze dell’appartamento papale. I primi affreschi piacciono tanto al papa che, secondo Vasari, gli altri pittori al lavoro vengono allontanati e l’intero ciclo passa all’urbinate.

La Scuola di Atene di Raffaello nasce in questo clima. È un’assemblea ideale di filosofi e scienziati dell’antichità, riuniti in un’architettura grandiosa. I Musei Vaticani la presentano come l’immagine del Vero razionale, cioè della Filosofia. Ma è anche un ritratto collettivo del Rinascimento: tra i sapienti antichi compaiono i volti di artisti contemporanei, e lo stesso Raffaello si ritrae tra loro.

Su quest’opera circolano molte identificazioni, alcune sicure e altre no: proveremo a distinguerle. Proprio per questo il laboratorio di italiano è dedicato al congiuntivo, il modo che usiamo per le ipotesi e le opinioni.

1. La Stanza della Segnatura e il suo programma

La sala prende il nome dalla Segnatura Gratiae et Iustitiae, il più alto tribunale della Santa Sede, che vi si riuniva verso la metà del Cinquecento. Al tempo di Giulio II, però, la stanza era la sua biblioteca e il suo studio privato. Il programma degli affreschi, eseguiti tra il 1508 e il 1511, è legato proprio a questa funzione: le pareti rappresentano le grandi categorie del sapere.

Parete Affresco Idea rappresentata
Disputa del Sacramento Teologia Il Vero soprannaturale
Scuola di Atene Filosofia Il Vero razionale
Virtù cardinali e teologali, la Legge Giurisprudenza Il Bene
Parnaso Poesia Il Bello

Sulla volta, le figure allegoriche di Teologia, Filosofia, Giustizia e Poesia corrispondono alle pareti sottostanti. L’insieme esprime un ideale tipico dell’umanesimo cristiano: la conciliazione tra sapienza antica e fede, tra ragione e rivelazione.

2. L’architettura: la basilica che non c’era ancora

I filosofi si muovono dentro un edificio maestoso, con volte a botte cassettonate e una cupola appena suggerita. Secondo i Musei Vaticani, questa architettura si ispira al progetto di Bramante per il rinnovamento della basilica di San Pietro, allora appena avviato. Raffaello dipinge dunque un edificio “futuro”, che rende visibile l’ambizione di Giulio II di fondare una nuova Roma sul modello di quella antica.

Nelle nicchie compaiono due grandi statue: a sinistra Apollo, dio delle arti e della luce, a destra Minerva, dea della sapienza. La prospettiva converge al centro, tra le due figure principali, che si stagliano contro il cielo.

3. I personaggi: chi è chi

Il centro: Platone e Aristotele

Al centro della scena camminano i due maestri della filosofia greca. Platone tiene in mano il suo dialogo Timeo, dedicato all’origine del cosmo, e punta il dito verso l’alto: il vero sapere riguarda le idee, il mondo intelligibile. Aristotele tiene l’Etica e stende la mano con il palmo rivolto verso terra: la conoscenza parte dall’esperienza del mondo concreto. In due gesti Raffaello riassume due modi di pensare che attraversano tutta la storia della filosofia occidentale.

Gli altri sapienti identificati dai Musei Vaticani

  • Pitagora, in primo piano a sinistra, spiega su un libro il diatesseron, l’intervallo musicale di quarta.
  • Diogene, sdraiato sui gradini con la sua scodella, incarna l’indifferenza cinica verso le convenzioni.
  • Eraclito, appoggiato a un blocco di marmo e intento a scrivere, ha i tratti di Michelangelo.
  • Euclide, a destra, insegna la geometria agli allievi chinandosi con il compasso.
  • Zoroastro regge il globo celeste, Tolomeo quello terrestre.
  • All’estrema destra, il personaggio con il berretto nero è l’autoritratto di Raffaello.

Ritratti certi, tradizionali e ipotetici

Non tutte le identificazioni hanno lo stesso valore, ed è importante distinguerle:

  • Raffaello e Michelangelo-Eraclito sono indicati dai Musei Vaticani.
  • Bramante nei panni di Euclide risale a Vasari ed è un’identificazione tradizionale molto diffusa.
  • Leonardo nei panni di Platone è una tradizione critica antica e largamente accettata, ma non documentata da fonti dell’epoca.
  • Il giovane accanto a Raffaello è stato identificato con il Sodoma, con il Perugino o con altri pittori: la questione è aperta.

Il caso di Eraclito

La figura di Eraclito non compare nel grande cartone preparatorio conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Per questo si ritiene che sia stata aggiunta in un secondo momento, forse dopo che Raffaello aveva visto la prima parte della volta della Sistina, svelata nel 1511. L’omaggio a Michelangelo sarebbe dunque anche un riconoscimento del rivale. Sul blog trovi un episodio del podcast dedicato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, dove il cartone è esposto.

4. Il significato: la dignità del sapere e dell’artista

Più che una galleria di ritratti, la Scuola di Atene è una dichiarazione d’intenti: la filosofia antica viene accolta nel cuore della residenza papale come parte di un’unica ricerca della verità. E inserendo i pittori e gli architetti del suo tempo tra i sapienti, Raffaello afferma che le arti figurative non sono un mestiere manuale, ma una forma di conoscenza, alla pari della geometria e della filosofia. Il suo autoritratto, che guarda direttamente lo spettatore, è la firma di questa rivendicazione.

5. La Scuola di Atene e la Disputa: due pareti in dialogo

Per capire davvero la Scuola di Atene bisogna voltarsi verso la parete opposta, dove si trova la Disputa del Sacramento. Le due scene sono costruite come un dittico. Nella Disputa il centro è l’ostia consacrata sull’altare, sotto la Trinità e la corte celeste; nella Scuola di Atene il centro è occupato da Platone e Aristotele, sotto il cielo aperto. Da una parte la verità rivelata, dall’altra la verità cercata con la ragione.

Anche lo spazio è pensato in modo complementare. La Disputa si svolge all’aperto, su un grande semicerchio di nubi e di figure; la Scuola di Atene dentro un’architettura monumentale. Chi si trovava nella biblioteca di Giulio II poteva così passare con lo sguardo dalla teologia alla filosofia, come in un percorso di studio.

Consigli per la visita

La Stanza della Segnatura fa parte del normale percorso dei Musei Vaticani, che conduce poi alla Cappella Sistina. Poiché la sala è spesso molto affollata, conviene osservare prima la parete della Scuola di Atene da lontano, per coglierne la prospettiva, e poi avvicinarsi ai gruppi laterali, dove si nascondono i ritratti. Prima della visita a Roma, il cartone dell’Ambrosiana a Milano permette di vedere da vicino il disegno di Raffaello nelle dimensioni reali dell’affresco.

6. Laboratorio di italiano L2 (B2-C1)

Glossario

  • Affresco: pittura su intonaco ancora fresco, con pigmenti sciolti in acqua.
  • Cartone: disegno preparatorio in scala reale, usato per trasferire la composizione sul muro.
  • Volta a botte: copertura a forma di mezzo cilindro.
  • Cassettonato: soffitto decorato con riquadri incavati.
  • Allegoria: figura che rappresenta un concetto astratto.

Grammatica: il congiuntivo dell’opinione e dell’ipotesi

Quando presentiamo un’interpretazione e non un fatto certo, l’italiano richiede il congiuntivo dopo verbi ed espressioni di opinione, dubbio e probabilità.

  • Ritengo / Credo / Penso che + congiuntivo presente: Ritengo che il volto di Platone sia un omaggio a Leonardo.
  • È probabile / È possibile che + congiuntivo passato: È probabile che Raffaello abbia aggiunto Eraclito dopo aver visto la Sistina.
  • Sembra / Pare che: Sembra che l’architettura si ispiri al progetto di Bramante.
  • Si ipotizza / Si suppone che: Si ipotizza che il giovane accanto a Raffaello sia il Sodoma.

Al contrario, per un fatto certo si usa l’indicativo: È certo che la figura di Eraclito manca nel cartone.

Esercizio

Scegli tra indicativo e congiuntivo.

  1. È noto che Platone (tiene / tenga) il Timeo.
  2. Alcuni pensano che il compagno di Raffaello (è / sia) il Perugino.
  3. So che il cartone (si trova / si trovi) a Milano.
  4. È possibile che Raffaello (ha voluto / abbia voluto) rendere omaggio a Michelangelo.

Soluzioni: 1. tiene; 2. sia; 3. si trova; 4. abbia voluto.

Produzione scritta

Scrivi un breve testo argomentativo (150-200 parole) su questa domanda: è giusto che un artista si ritragga accanto ai grandi del passato? Usa almeno cinque espressioni con il congiuntivo.

Fatti e ipotesi

La Scuola di Atene è un’enciclopedia dipinta del sapere antico e anche uno specchio della Roma di Giulio II. Per leggerla bene bisogna separare i fatti dalle ipotesi, e in italiano questa distinzione passa proprio dal congiuntivo. Se vuoi esercitarti con me, prenota una lezione individuale online su my-italian-teacher.ch. I corsi sono in preparazione: la lista d’attesa è aperta. Il corso di grammatica A1 è già gratuito sul blog.

Letture e risorse consigliate

  • Roger Jones, Nicholas Penny, Raphael, Yale University Press. Vedi su Amazon
  • Giorgio Vasari, Le vite (Vita di Raffaello), edizione commentata. Vedi su Amazon
  • Platone, Timeo, edizione con testo greco a fronte. Vedi su Amazon

In qualità di Affiliato Amazon, il sito riceve un guadagno dagli acquisti idonei. Il prezzo per chi acquista non cambia.

Fonti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *