Madonna del Prato Raffaello: illustrazione originale con composizione piramidale e tre figure

Madonna del Prato di Raffaello: la geometria degli affetti

Terzo articolo del ciclo su Raffaello. Vuoi imparare l’italiano partendo dall’arte? Prenota una lezione privata online o iscriviti alla lista d’attesa dei corsi su my-italian-teacher.ch.

Scheda dell’opera

  • Autore: Raffaello Sanzio
  • Titolo: Madonna del Prato (in tedesco Madonna im Grünen; detta anche Madonna del Belvedere)
  • Data: 1505 o 1506; sull’orlo della scollatura di Maria si legge una data, M.D.V., forse da leggere M.D.VI
  • Tecnica e misure: olio su tavola di pioppo, 113 × 88 cm circa
  • Committente: il patrizio fiorentino Taddeo Taddei
  • Collocazione: Kunsthistorisches Museum, Vienna (Gemäldegalerie, inv. 175)

Le Madonne fiorentine

Negli anni fiorentini, tra il 1504 e il 1508, Raffaello dipinge una serie di Madonne con il Bambino e San Giovannino che ancora oggi definiscono, per molti, l’idea stessa di “grazia” rinascimentale. La Madonna del Prato di Raffaello, conservata a Vienna, è una delle più riuscite. Fa parte di un gruppo di opere affini, insieme alla Madonna del Cardellino degli Uffizi, dipinta per Lorenzo Nasi, e alla Belle Jardinière del Louvre.

In queste tavole il giovane pittore affronta un problema preciso: come unire la struttura solida e geometrica che aveva visto nelle opere di Leonardo con la tenerezza dei gesti e la luminosità del paesaggio appresa in Umbria. La risposta è una composizione che il Kunsthistorisches Museum descrive come un gruppo modellato a piramide e immerso in un dolce paesaggio di prato.

Partiamo dal committente e dalla storia del quadro, poi guardiamo come è costruito. Il laboratorio di italiano, alla fine, è dedicato al gerundio, che torna molto utile quando si descrive un’immagine in cui succedono più cose insieme.

1. Il committente: Taddeo Taddei

Il dipinto fu eseguito per Taddeo Taddei, patrizio fiorentino colto e mecenate. Vasari racconta che Taddei accolse Raffaello in casa sua e lo volle sempre alla propria tavola; il pittore, per ricambiare la cortesia, gli dipinse due quadri. Uno di questi è identificato con la Madonna del Prato.

La provenienza è ben documentata dal museo viennese: dipinto per Taddei, il quadro fu acquistato nel 1662 dall’arciduca Ferdinando Carlo d’Asburgo, è attestato nel 1663 nelle collezioni del castello di Ambras, presso Innsbruck, e nel 1773 fu trasferito a Vienna.

2. La struttura piramidale

Il modello di Leonardo

A Firenze Raffaello aveva studiato le composizioni di Leonardo, in particolare gli studi per la Sant’Anna, dove le figure si dispongono entro una forma triangolare compatta. Ne ricava un principio: il gruppo sacro deve avere una forma chiara, leggibile a colpo d’occhio, stabile come un monumento.

Come è costruita la piramide

  • Il vertice è la testa di Maria, leggermente inclinata verso i bambini.
  • I lati scendono lungo il suo mantello azzurro, dalla spalla al ginocchio e al piede.
  • La base è formata dai due bambini: Gesù, in piedi tra le ginocchia della madre, e San Giovannino, inginocchiato a sinistra.

Il gruppo occupa il centro della tavola, ma non è rigido: la gamba di Maria si allunga in diagonale, la testa si piega, le braccia accompagnano i bambini. La geometria c’è, ma è nascosta sotto la naturalezza dei gesti.

Il lavoro preparatorio

Sappiamo che Raffaello studiò a lungo questa composizione. Ne restano diversi disegni: fogli di studi all’Albertina di Vienna, un disegno all’Ashmolean Museum di Oxford e uno studio a sanguigna acquistato nel 1964 dal Metropolitan Museum di New York. Le indagini tecniche descritte in letteratura mostrano anche un ordine di lavoro preciso, dal cielo dello sfondo al volto della Madonna.

3. Gli sguardi e i gesti: una geometria degli affetti

Se la piramide dà stabilità, sono gli sguardi a dare vita. Maria guarda Gesù; Gesù guarda San Giovannino; San Giovannino guarda Gesù e gli porge una piccola croce di canna, che il Bambino afferra. Si crea così un circuito chiuso di attenzione reciproca, nel quale lo spettatore entra come testimone silenzioso.

Il gesto della croce è il nucleo teologico del quadro. Il gioco infantile prefigura la Passione: Giovanni Battista, il precursore, annuncia già nel prato il destino di Cristo. La serenità dell’immagine contiene dunque un presagio, e proprio questa doppia lettura, idillica e tragica insieme, è uno dei motivi del fascino dell’opera.

4. Il paesaggio e i colori

Il gruppo è immerso in un prato verde che lascia il posto, in lontananza, a colline, acque e cittadine che sfumano nell’azzurro dell’orizzonte. Il Kunsthistorisches Museum osserva che il prato sottolinea la dimensione umana e terrena della scena, mentre l’orizzonte lontano suggerisce qualcosa di eterno; per questo il museo definisce il quadro una sorta di “icona” della nuova mentalità rinascimentale.

I colori seguono la tradizione dell’iconografia mariana: la veste rossa e il mantello azzurro della Vergine. Nella pittura sacra del tempo il rosso è spesso associato all’amore e al sacrificio, l’azzurro al cielo e alla dimensione divina. Nel prato compaiono piccole piante e fiori: nella pittura religiosa del Rinascimento la flora aveva spesso valore simbolico, ma l’identificazione delle singole specie in questo dipinto andrebbe verificata sull’originale, quindi è meglio non attribuire significati precisi alle singole piante.

5. Tre Madonne a confronto

La Madonna del Prato si capisce meglio accanto alle “sorelle” dipinte negli stessi anni. Le tre opere condividono lo stesso schema (Maria seduta all’aperto, Gesù e San Giovannino, paesaggio sullo sfondo), ma ogni volta Raffaello sposta gli equilibri.

Opera Collocazione Caratteristica principale
Madonna del Prato (1505-1506) Kunsthistorisches Museum, Vienna Piramide ampia e stabile; gesto della croce al centro del dialogo tra i bambini
Madonna del Cardellino (1505-1506 circa) Gallerie degli Uffizi, Firenze San Giovannino porge un cardellino, uccello legato tradizionalmente alla Passione; dipinta per Lorenzo Nasi
La Belle Jardinière (1507) Musée du Louvre, Parigi Composizione più slanciata; il rapporto tra Maria e Gesù si fa più intimo

Il confronto è un esercizio classico nei corsi di storia dell’arte: osservando le tre tavole una dopo l’altra si vede un pittore che sperimenta, quasi come un musicista che scrive variazioni sullo stesso tema. La Madonna del Cardellino ebbe anche una storia drammatica: Vasari racconta che si ruppe in molti pezzi nel crollo della casa Nasi, nel 1548, e fu ricomposta; l’ultimo grande restauro è stato condotto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

6. Un modello per i secoli successivi

In questa tavola Raffaello fonde la struttura imparata da Leonardo con la luce e la dolcezza della pittura umbra. La composizione si legge in un istante e resta in mente, e i personaggi sacri si comportano come una madre e due bambini veri. Lo schema piramidale immerso nel paesaggio diventerà un modello per la pittura devozionale dei secoli successivi.

7. Laboratorio di italiano L2 (B2)

Glossario

  • Composizione piramidale: disposizione delle figure entro una forma triangolare.
  • San Giovannino: San Giovanni Battista rappresentato da bambino.
  • Prefigurazione: immagine che annuncia un evento futuro.
  • Sanguigna: matita di colore rosso usata per il disegno.
  • Tavola di pioppo: supporto in legno molto usato dai pittori italiani.

Grammatica: il gerundio

Il gerundio è perfetto per descrivere un’immagine, perché esprime azioni che accompagnano l’azione principale.

  • Gerundio semplice (contemporaneità): Maria osserva i bambini inclinando il capo.
  • Gerundio composto (anteriorità): Avendo studiato Leonardo, Raffaello rinnova la composizione.
  • Valore causale: Essendo al vertice della piramide, la testa di Maria guida lo sguardo.
  • Valore modale: Raffaello costruisce lo spazio sovrapponendo piani di colore.

Attenzione: il soggetto del gerundio, di norma, è lo stesso della frase principale. «Guardando il quadro, i bambini sembrano vivi» è una frase scorretta, perché non sono i bambini a guardare il quadro. Meglio: «Guardando il quadro, si ha l’impressione che i bambini siano vivi».

Esercizio

Trasforma le frasi usando il gerundio.

  1. Mentre gioca nel prato, San Giovannino offre la croce a Gesù.
  2. Poiché aveva visto le opere di Leonardo, Raffaello cambiò stile.
  3. Siccome è posta al vertice, la testa di Maria attira l’attenzione.

Soluzioni: 1. Giocando nel prato, San Giovannino offre la croce a Gesù. 2. Avendo visto le opere di Leonardo, Raffaello cambiò stile. 3. Essendo posta al vertice, la testa di Maria attira l’attenzione.

Produzione scritta

Descrivi una fotografia di famiglia in 120-150 parole usando almeno cinque gerundi, semplici e composti.

Geometria e affetti

Nella Madonna del Prato la geometria non raffredda la scena: serve a far arrivare prima gli affetti. Se vuoi imparare a descrivere un’opera d’arte in italiano con precisione e naturalezza, prenota una lezione individuale online su my-italian-teacher.ch. I corsi arriveranno presto: la lista d’attesa è aperta. Sul blog trovi già gratis il corso di grammatica A1.

Letture e risorse consigliate

  • Konrad Oberhuber, Raffaello. L’opera pittorica, Electa. Vedi su Amazon
  • Roger Jones, Nicholas Penny, Raphael, Yale University Press. Vedi su Amazon
  • Giorgio Vasari, Le vite (Vita di Raffaello), edizione commentata. Vedi su Amazon

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Fonti

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