Learn Italian with a podcast about Giovanni Boccaccio, the author of the Decameron: Naples, the Black Death of 1348 and one hundred stories about fortune, wit and love. Listen and read:
By Rossana Pazzaglia, native Italian teacher with a CEDILS certification in teaching Italian to foreigners (Ca’ Foscari University of Venice) · Updated 19 October 2026 Benvenuti a una nuova puntata di Voci della letteratura italiana. Oggi viaggiamo nel Trecento, ma non quello delle cattedrali silenziose. Parliamo di un uomo che amava la vita, le donne, il buon cibo e, soprattutto, il potere delle storie. Oggi la voce è quella di Giovanni Boccaccio. Immaginate un giovane fiorentino nel 1327. Si chiama Giovanni. Suo padre, un ricco mercante, lo spedisce a Napoli. Perché? Vuole che impari a far di conto, a gestire banche e commerci. Ma Napoli è una città che ti strega. Tra i moli del porto e le sale dorate della corte angioina, Giovanni scopre la sua vera vocazione. Non sono i registri contabili, ma i poemi cavallereschi francesi e i classici latini. È qui che nasce il Boccaccio che conosciamo: un uomo con un piede nel mondo concreto dei mercanti e l’altro in quello raffinato della nobiltà. È a Napoli che incontra Fiammetta, la sua musa, e capisce che la letteratura deve parlare alle persone, deve gratificare, deve intrattenere. Ma la vita non è solo feste di corte. Nel 1340 Boccaccio torna a Firenze, e nel 1348 accade l’impensabile: la Peste Nera. La città è nel caos, i legami sociali saltano, la morte è ovunque. Boccaccio però fa una cosa rivoluzionaria. Prende questo avvenimento e lo trasforma nel motore della sua opera più grande: il Decameron. Immaginate dieci ragazzi – sette donne e tre uomini – che scappano dal contagio. Non vanno a chiudersi in chiesa a pregare, ma si rifugiano in una villa in collina. Come scelgono di ricostruire la civiltà? Raccontando storie. Per dieci giorni, cento novelle. La narrazione diventa l’arma per rimettere ordine nel mondo distrutto dal morbo. Ma di cosa parlano queste cento novelle? Boccaccio ci dice che il mondo si muove su tre binari: E la cosa incredibile è che Boccaccio dedica tutto questo alle donne. Nel suo proemio dice chiaramente: gli uomini hanno molti svaghi, ma le donne vivono chiuse in casa e hanno bisogno di conforto per le loro pene d’amore. È a loro che regala il suo libro. Verso la fine della sua vita, Boccaccio cambia. Incontra Francesco Petrarca e la sua letteratura si fa più seria, più umanistica. Studia il greco, riscopre i classici latini meno noti, ma non dimentica mai il suo primo amore: Dante Alighieri. Sarà proprio lui, negli ultimi anni, a leggere pubblicamente la Commedia a Firenze, consacrandone il mito. Per capire Boccaccio, dobbiamo sporcarci le mani. Prendete Andreuccio da Perugia. È un giovane mercante di cavalli, un po’ ingenuo, che arriva al mercato di Napoli con 500 fiorini d’oro in borsa. Commette l’errore dei principianti: fa vedere i soldi a tutti. Viene adocchiato da una bellissima prostituta siciliana che, con un trucco magistrale, gli fa credere di essere sua sorella scomparsa. Lo invita a cena, lo accoglie in una casa profumata… e Andreuccio ci casca in pieno. Di notte, mentre va al gabinetto, un’asse cede e lui precipita in un vicolo pieno di sporcizia. Derubato, puzzolente e solo nel cuore della notte napoletana, Andreuccio vive un’avventura picaresca: finisce in un pozzo, viene usato da due ladri per spogliare il cadavere di un arcivescovo appena sepolto e, alla fine, resta chiuso nella tomba. Si salva quando altri ladri la riaprono: Andreuccio afferra la gamba di uno di loro, che scappa terrorizzato, e lui torna libero. Non con i cavalli, ma con un anello preziosissimo che vale molto più dei suoi fiorini. Questa è l’essenza del Decameron: la vita è un caos, ma se sai giocare le tue carte, puoi uscirne vincitore. Boccaccio muore nel 1375 a Certaldo, lasciandoci in eredità un’idea fondamentale: la parola è libertà. La parola è civiltà. Grazie per aver ascoltato questa puntata di Voci della letteratura italiana. Lasciatevi ispirare da Boccaccio: se il mondo fuori sembra crollare, cercate una buona storia da raccontare. Giovanni Boccaccio (1313–1375), born in Certaldo or Florence (sources disagree), grew up in a merchant family and was sent to Naples as a young man to work in business. The Angevin court there gave him access to French chivalric romances and Latin classics, and he turned to literature instead. He wrote the Decameron after the Black Death of 1348, which devastated Florence; Treccani dates its composition to around 1349–53. In the frame story, ten young people, seven women and three men, leave the city for a country villa and tell one hundred stories over ten days. The title comes from Greek and means “ten days”. The book is a landmark of Italian prose. It mixes tragic and comic tales and gives ordinary people, merchants, clerics and tricksters, as much space as nobles. Its three great themes, as the episode explains, are Fortuna (chance), Ingegno (wit) and Amore (love). The story of Andreuccio da Perugia, told in the episode, shows all three: a naive merchant is robbed by chance and by deception, then recovers through a lucky turn of events. A few dates and details, according to the Treccani encyclopedia. Boccaccio was sent to Naples very young (“not after 1328”), first to learn trade, probably with the Bardi bankers, and then to study canon law; he was called back to Florence probably in 1340, when the Bardi bank failed. As for Fiammetta, the muse mentioned in the episode, scholars are cautious: the old identification with a natural daughter of King Robert of Naples is not supported by documents, but Fiammetta remains the central female figure of his works. In 1350 he met Petrarch for the first time, in Florence, and the two remained friends for life. From October 1373 Boccaccio gave public readings of Dante’s Commedia in the church of Santo Stefano di Badia in Florence, but illness forced him to stop in early 1374, at canto 17 of the Inferno. He died in Certaldo on 21 December 1375. The background in “About the episode” was checked on 19 October 2026 against the sources below. The transcript is the narrator’s own text. If Boccaccio made you curious about your own Italian, take the free Italian level test or book a free 30-minute trial lesson. The tale of Andreuccio da Perugia (Day II, story 5) is a perfect first step into the Decameron: it’s funny, full of action and easy to follow if you keep a translation beside the Italian. I recommend these two editions: Affiliate links · As an Amazon Associate I earn from qualifying purchases. 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Boccaccio a Napoli
La Peste Nera e il Decameron
Fortuna, Ingegno e Amore
Gli ultimi anni
Il caso Andreuccio
About the episode: Boccaccio and the Decameron
Key vocabulary from the episode
Italian English Note la novella short story, tale The Decameron’s form. Not “novel”, which is romanzo. la peste / il contagio plague / contagion Peste nera = Black Death. il mercante merchant Boccaccio’s father and Andreuccio were both merchants. far di conto to do sums, to do accounts Short form of fare di conto. stregare to bewitch Una città che ti strega = a city that casts a spell. l’ingegno wit, ingenuity Related to ingegnoso and ingegnere. la sorte fate, fortune Synonym of fortuna in this context. adocchiare to eye, to spot Often implies bad intentions. derubare to rob Essere derubato = to be robbed. il proemio preface Where Boccaccio dedicates the book to women. Language notes
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