Incendio di Borgo Raffaello: illustrazione originale con fiamme e colonne

Incendio di Borgo di Raffaello: Enea, Vitruvio e la Roma di Leone X

Settimo articolo del ciclo su Raffaello, tra pittura, epica latina e architettura antica. Se ami il latino e l’italiano, puoi prenotare una lezione privata online o iscriverti alla lista d’attesa dei corsi su my-italian-teacher.ch.

Scheda dell’opera

  • Autore: Raffaello Sanzio e bottega
  • Titolo: Incendio di Borgo
  • Data: 1514 circa; la decorazione della stanza fu completata tra il 1514 e il luglio 1517
  • Tecnica: affresco
  • Committente: papa Leone X de’ Medici (pontefice dal 1513 al 1521)
  • Collocazione: Stanza dell’Incendio di Borgo, Musei Vaticani
  • Fonte del soggetto: Liber Pontificalis, vita di Leone IV

Un incendio medievale per un papa del Rinascimento

Nell’847, secondo il Liber Pontificalis, la raccolta medievale delle biografie dei papi, un violento incendio scoppiò nel Borgo, il quartiere abitato davanti alla basilica di San Pietro. Papa Leone IV lo avrebbe spento miracolosamente tracciando il segno della croce dalla loggia del palazzo. Quasi sette secoli dopo, Leone X chiede a Raffaello di rappresentare questo episodio nella stanza che porta oggi il suo nome.

L’Incendio di Borgo di Raffaello colpisce per più di un motivo. È anzitutto un manifesto politico, perché il papa medievale ha i tratti del pontefice regnante. È un dialogo con la letteratura classica, perché in primo piano compare una citazione evidente dell’Eneide di Virgilio. Ed è una riflessione sull’architettura antica, che Raffaello stava studiando con grande impegno proprio in quegli anni.

Il laboratorio di italiano, in fondo all’articolo, è dedicato alla forma passiva: la si incontra ovunque nei testi di storia dell’arte e nelle schede dei musei.

1. La stanza e il suo programma

Al tempo di Giulio II la sala ospitava le riunioni della Segnatura Gratiae et Iustitiae, il supremo tribunale della Santa Sede. A quella funzione si legano le pitture della volta, commissionate nel 1508 al Perugino, il maestro di Raffaello, che il suo antico allievo decise di conservare. Sotto Leone X la stanza divenne sala da pranzo, e l’incarico di affrescare le pareti fu affidato a Raffaello, che ne lasciò gran parte dell’esecuzione agli allievi.

Gli affreschi illustrano le aspirazioni politiche di Leone X attraverso episodi della vita di due papi che avevano portato lo stesso nome:

Papa Episodio Messaggio
Leone III Incoronazione di Carlo Magno Il papa come fonte della legittimità imperiale
Leone III Giuramento di Leone III Il papa giudicato solo da Dio
Leone IV Incendio di Borgo Il papa protettore di Roma
Leone IV Battaglia di Ostia (849) Il papa difensore della cristianità

In tutti gli episodi il papa ha il volto di Leone X. Nello zoccolo, a monocromo, siedono sei imperatori e sovrani protettori della Chiesa. Il passato diventa così uno specchio del presente.

2. La composizione dell’Incendio

  • Sullo sfondo si vede la facciata dell’antica basilica costantiniana di San Pietro, con i suoi mosaici, che di lì a poco sarebbe stata demolita per far posto alla nuova basilica. Dalla loggia, piccolo e lontano, il papa benedice.
  • A destra, uomini e donne portano acqua per spegnere le fiamme; una giovane in equilibrio regge un’anfora sulla testa.
  • Al centro, donne e bambini si rivolgono verso il papa con gesti di supplica.
  • A sinistra, tra edifici in fiamme, si svolge la scena più celebre: un giovane porta sulle spalle un vecchio, mentre un bambino cammina al loro fianco.

La struttura è teatrale: le architetture laterali fanno da quinte, il primo piano è occupato dall’azione corale, il fondale dalla basilica. Curiosamente, il miracolo è la parte più piccola della scena.

3. Enea, Anchise e Ascanio: Virgilio in Vaticano

Il gruppo a sinistra riprende in modo trasparente un passo del II libro dell’Eneide: Enea fugge da Troia in fiamme portando sulle spalle il vecchio padre Anchise e tenendo per mano il figlio Ascanio. Nel poema di Virgilio la scena è il simbolo della pietas, la devozione verso la famiglia e gli dei, e insieme l’inizio del viaggio che porterà alla fondazione di Roma.

Inserire questa citazione nella residenza del papa significa costruire una genealogia ideale: Roma cristiana, protetta dal pontefice, è l’erede della Roma di Enea. La pietas pagana si trasforma nella carità cristiana. Per chi studia latino, l’affresco offre un’occasione rara di vedere un testo classico tradotto in immagine; il passo di Virgilio (Eneide II, vv. 707-729 circa) può essere letto in parallelo con la pittura.

4. Raffaello, Vitruvio e l’architettura antica

Gli edifici che inquadrano la scena sono concepiti sul modello dell’architettura della Roma antica: colonnati, trabeazioni, ordini classici. Del resto, dal 1514, dopo la morte di Bramante, Raffaello era architetto della Fabbrica di San Pietro, e negli stessi anni studiava sistematicamente le rovine di Roma.

Per poter leggere il trattato De architectura di Vitruvio, l’unico trattato di architettura giunto dall’antichità, Raffaello fece tradurre il testo latino in volgare dall’umanista ravennate Marco Fabio Calvo, suo stretto collaboratore e ospite frequente della sua casa. Il manoscritto di quella traduzione, con annotazioni di mano di Raffaello, è conservato alla Bayerische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera (Cod. It. 37). È una testimonianza diretta del lavoro intellettuale che sta dietro le architetture dipinte: Raffaello non si limita a evocare l’antico, lo studia sulle fonti.

Questo impegno sfocerà nella celebre Lettera a Leone X sulla tutela delle antichità romane, protagonista del nono articolo del ciclo.

5. Il ruolo della bottega

Negli anni dell’Incendio di Borgo Raffaello è il pittore più richiesto di Roma e dirige una vera e propria impresa artistica. I Musei Vaticani sottolineano che gran parte della realizzazione delle pareti fu affidata agli allievi, tra i quali spiccano Giulio Romano e Giovan Francesco Penni. L’invenzione della scena e i disegni preparatori sono del maestro; l’esecuzione è in larga parte della bottega. Distinguere le mani è uno dei problemi classici della critica raffaellesca.

6. Le altre pareti: la Battaglia di Ostia

Sulla parete accanto all’Incendio si trova la Battaglia di Ostia, che ricorda lo scontro navale dell’849 tra la flotta saracena e una lega cristiana formata dalle navi del papa, di Napoli e di Gaeta. Secondo la tradizione, una tempesta distrusse le navi nemiche dopo la preghiera di Leone IV. Anche qui il papa medievale ha il volto di Leone X, e la scena assume un significato attuale: negli anni del suo pontificato Leone X sosteneva l’idea di una crociata contro l’Impero ottomano.

Il confronto tra le due scene è istruttivo. L’Incendio di Borgo è una composizione corale e teatrale, con un forte interesse per i corpi e le emozioni; la Battaglia di Ostia è più affollata e meno unitaria, segno di un’esecuzione affidata in larga misura agli allievi. Osservare queste differenze aiuta a capire come lavorava la bottega di Raffaello: il maestro inventava, gli allievi traducevano l’invenzione sul muro con livelli diversi di qualità.

7. Laboratorio di italiano L2 (C1-C2)

Glossario

  • Liber Pontificalis: raccolta medievale delle biografie dei papi.
  • Zoccolo: fascia inferiore di una parete decorata.
  • Quinta: elemento laterale di una scenografia; in pittura, architettura che inquadra la scena.
  • Trabeazione: parte orizzontale sorretta dalle colonne (architrave, fregio, cornice).
  • Pietas: nella cultura romana, devozione verso gli dei, la patria e la famiglia.
  • Bottega: laboratorio dell’artista, con allievi e collaboratori.

Grammatica: la forma passiva

  • Essere + participio (tutti i tempi): La stanza fu decorata tra il 1514 e il 1517.
  • Venire + participio (solo tempi semplici; sottolinea l’azione): Il miracolo viene raccontato nel Liber Pontificalis.
  • Andare + participio (necessità): L’esecuzione va attribuita in gran parte alla bottega.
  • Si passivante: Sullo sfondo si vede la vecchia basilica.
  • Complemento d’agente con da: Il trattato fu tradotto da Fabio Calvo.

Esercizio

Trasforma le frasi dalla forma attiva alla forma passiva.

  1. Leone X commissionò gli affreschi.
  2. Gli allievi eseguono gran parte delle pitture.
  3. Bisogna leggere la scena di Enea come una citazione virgiliana. (usa andare)
  4. Vediamo la basilica costantiniana sullo sfondo. (usa il si passivante)

Soluzioni: 1. Gli affreschi furono commissionati da Leone X. 2. Gran parte delle pitture viene (è) eseguita dagli allievi. 3. La scena di Enea va letta come una citazione virgiliana. 4. Sullo sfondo si vede la basilica costantiniana.

Produzione scritta

Scrivi una breve scheda museale (120-150 parole) su un’opera a tua scelta usando almeno tre forme passive diverse. È il registro richiesto nei testi informativi delle prove C1-C2.

Un miracolo, un poema, un trattato

Nell’Incendio di Borgo convivono un miracolo medievale, un poema latino e lo studio dell’architettura antica, tutti al servizio del papa. Per chi ama il latino è difficile trovare un esempio migliore di come il Rinascimento leggeva i classici. Se vuoi studiare italiano o latino attraverso questi testi, prenota una lezione individuale online su my-italian-teacher.ch. I corsi sono in preparazione e la lista d’attesa è aperta; sul blog trovi gratis il corso di grammatica A1.

Letture e risorse consigliate

  • Virgilio, Eneide, traduzione di Alessandro Fo, Einaudi (con testo latino a fronte). Vedi su Amazon
  • Vincenzo Fontana, Paolo Morachiello (a cura di), Vitruvio e Raffaello. Il De architectura di Vitruvio nella traduzione inedita di Fabio Calvo ravennate, Officina, 1975. Cerca su Amazon
  • Roger Jones, Nicholas Penny, Raphael, Yale University Press. Vedi su Amazon

In qualità di Affiliato Amazon, il sito riceve un guadagno dagli acquisti idonei. Il prezzo per chi acquista non cambia.

Fonti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *