Orologio di legno con i numeri da 1 a 12, per imparare i numeri in italiano

I numeri da 0 a 100 in italiano: regole, pronuncia ed errori comuni

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Di Rossana Pazzaglia, insegnante madrelingua con certificazione CEDILS in didattica dell’italiano a stranieri (Università Ca’ Foscari Venezia) · Aggiornato il 19 ottobre 2026

I numeri sono ovunque: al bar, al supermercato, al telefono, alla stazione. E sono anche tra le prime cose che servono davvero, perché senza numeri non puoi chiedere un prezzo, dire la tua età o capire da quale binario parte il treno. Per fortuna, per i numeri in italiano da 0 a 100 le regole da ricordare sono solo due.

Da 0 a 20

0 zero7 sette14 quattordici
1 uno8 otto15 quindici
2 due9 nove16 sedici
3 tre10 dieci17 diciassette
4 quattro11 undici18 diciotto
5 cinque12 dodici19 diciannove
6 sei13 tredici20 venti

Un trucco: da 11 a 16 l’unità viene prima e il numero finisce in -dici (un-dici, do-dici, tre-dici…). Da 17 a 19 invece dici- viene prima: dicia-ssette, dici-otto, dicia-nnove.

Le decine

20 venti – 30 trenta – 40 quaranta – 50 cinquanta – 60 sessanta – 70 settanta – 80 ottanta – 90 novanta – 100 cento.

Attenzione: si dice semplicemente cento, non “uno cento”.

Da 21 a 99: si scrivono attaccati

I numeri composti si formano unendo la decina e l’unità in una sola parola: 22 ventidue, 35 trentacinque, 47 quarantasette, 96 novantasei.

Regola 1: uno e otto fanno cadere la vocale

Davanti a uno e otto, che iniziano per vocale, la decina perde la vocale finale:

  • 21 → ventuno (non “ventiuno”)
  • 28 → ventotto (non “ventiotto”)
  • 31 → trentuno, 38 → trentotto
  • 81 → ottantuno, 88 → ottantotto

Regola 2: l’accento su -tré

Tre da solo non ha l’accento, ma nei numeri composti sì: ventitré, trentatré, novantatré. È uno degli errori di scrittura più frequenti, anche tra gli italiani.

Uno, una, un: i numeri con i nomi

Uno si comporta come l’articolo: un libro, una casa. Con i numeri che finiscono in -uno davanti a un nome si usa spesso la forma breve: ventun anni (o ventuno anni), trentun giorni.

I numeri nella vita di tutti i giorni

  • Prezzi: Quanto costa? – Dodici euro e cinquanta (12,50 €). In italiano i decimali si scrivono con la virgola.
  • Età: Ho ventotto anni (con il verbo avere!).
  • Numeri di telefono: di solito si dicono a coppie o cifra per cifra: zero novantuno – ventitré – quarantacinque…
  • Orari: Il treno parte alle diciassette e trenta (17:30). In Italia e in Svizzera si usa molto l’orario a 24 ore.

Esercizio

Scrivi in lettere: 18 – 21 – 33 – 48 – 67 – 71 – 100.

Soluzioni: diciotto, ventuno, trentatré, quarantotto, sessantasette, settantuno, cento.

Leggi i numeri sempre ad alta voce: la pronuncia dei numeri composti diventa fluida solo con la pratica.

Numeri e ordinali: un cenno

I numeri cardinali (uno, due, tre) dicono quanti; gli ordinali (primo, secondo, terzo) dicono in quale posizione: il primo piano, la seconda strada a destra. Dal 1° al 10° gli ordinali sono forme speciali: primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto, settimo, ottavo, nono, decimo. Secondo l’Enciclopedia dell’italiano Treccani, i numerali comprendono, oltre a cardinali e ordinali, anche frazionari, moltiplicativi, distributivi e collettivi [1].

Mini-dialogo al supermercato

Cassiera: Sono ventitré euro e quaranta.
Cliente: Ecco cinquanta euro.
Cassiera: Ho il resto: ventisei euro e sessanta.
Cliente: Grazie! Mi dà anche lo scontrino?

Errori comuni da evitare

  • “ventiuno” o “ventiotto” → si scrive ventuno, ventotto.
  • “ventitre” senza accento → si scrive ventitré.
  • “uno cento” → si dice cento.
  • “Sono 30 anni” → si dice Ho 30 anni.
  • Scambiare “sedici” e “sessanta”: ascolta l’accento. Sèdici (16) e sessànta (60) hanno l’accento in posizioni diverse.

Secondo esercizio: leggi e rispondi

  1. Quanto fa 15 + 17? (Trentadue.)
  2. Quanti giorni ha il mese di ottobre? (Trentuno.)
  3. Quanto fa 100 – 9? (Novantuno.)
  4. Scrivi in lettere il tuo numero preferito tra 20 e 99.
  5. Scrivi in lettere il prezzo 4,80 €. (Quattro euro e ottanta.)

Per riflettere: in quali situazioni quotidiane usi i numeri in italiano? Scrivi tre frasi con un prezzo, un’età e un orario.

Zero, cento e uno sguardo oltre il 100

La parola zero ha una storia curiosa: secondo il vocabolario Treccani deriva dal latino medievale e fu adattata da Leonardo Fibonacci nel 1202 dall’arabo sifr [2]. Per iniziare ti basta sapere che si usa per le temperature (zero gradi), per l’inizio di molti numeri di telefono e per i punteggi (due a zero).

Lo stesso vocabolario definisce cento come aggettivo numerale cardinale invariabile [3]: non cambia mai, qualunque cosa conti (cento euro, cento persone). Dopo il 100 si aggiunge semplicemente il numero seguente, senza far cadere nessuna vocale: centouno (101), centodue (102), centotré (103, con l’accento come ventitré). Nell’Enciclopedia dell’italiano Treccani si legge che l’elisione con cento è poco comune e che centouno è preferito a “centuno” [1]. Una piccola anticipazione: anche mille (1000) è invariabile, ma dopo il mille diventa mila: duemila, diecimila [4].

Un, uno o una? Scegliere la forma giusta

Il numero uno segue lo stesso schema dell’articolo indeterminativo: cade la vocale finale negli stessi casi in cui cade per l’articolo [1]. Si dice quindi un euro, un anno, ma uno zaino o uno studente (davanti a z- o s + consonante), e una pizza con i nomi femminili. Lo stesso vale per i composti:

  • ventun euro oppure ventuno euro (vanno bene entrambi, la forma breve è molto frequente);
  • trentuno studenti (davanti a s + consonante resta la forma intera);
  • ventuna ragazze (femminile: -una).

Dillo ad alta voce: prezzi, età e telefono

Esercitati con situazioni vere, non solo con elenchi. Ecco qualche modello da copiare:

  • 1,99 € → un euro e novantanove; 7,35 € → sette euro e trentacinque; 0,50 € → cinquanta centesimi.
  • Età: Quanti anni hai? – Ho trentacinque anni. In italiano si hanno gli anni, non si “è” una certa età.
  • Telefono: un cellulare svizzero come 079 123 45 67 si può leggere zero sette nove – uno due tre – quarantacinque – sessantasette. Scegli il ritmo più comodo per chi ascolta.

Mini-dialogo al mercato

Cliente: Buongiorno! Quanto costano le arance?
Fruttivendolo: Due euro e quaranta al chilo.
Cliente: Ne prendo due chili. E le mele?
Fruttivendolo: Un euro e novanta. In tutto fanno sei euro e settanta.
Cliente: Ecco dieci euro.
Fruttivendolo: Il resto: tre euro e trenta. Arrivederci!

Terzo esercizio: prezzi ed età

Scrivi i numeri in lettere.

  1. Maria ha 41 anni. (Maria ha quarantun anni / quarantuno anni.)
  2. Il biglietto costa 13,50 €. (Tredici euro e cinquanta.)
  3. Ci sono 58 studenti. (Cinquantotto.)
  4. La camera è la numero 83. (Ottantatré.)
  5. 101 (Centouno.)
  6. Il caffè costa 1,20 €. (Un euro e venti.)

Un altro errore da evitare: dopo cento di norma la vocale resta (centouno; il vocabolario registra anche centuno, ma è meno comune), mentre dopo le decine cade: quarantotto, non “quarantaotto”. Per riflettere: quali numeri ti fanno ancora esitare? Prepara un elenco personale di cinque numeri e leggili ad alta voce ogni mattina per una settimana.

Come imparare i numeri in italiano più in fretta: quattro strategie

1. Conta prima le decine

Prima di memorizzare tutti i cento numeri, impara le decine come una catena: dieci, venti, trenta, quaranta, cinquanta, sessanta, settanta, ottanta, novanta, cento. Da quaranta a novanta ogni decina finisce in -anta: quando conosci lo schema, i numeri composti si ottengono semplicemente aggiungendo l’unità.

2. Costruisci lo schema, non l’elenco

Prendi una decina e aggiungi da 1 a 9: trenta, trentuno, trentadue, trentatré, trentaquattro, trentacinque, trentasei, trentasette, trentotto, trentanove. Di’ tutta la riga ad alta voce, poi ripeti con un’altra decina. Noterai che i soli momenti “irregolari” sono -uno e -otto (cade la vocale) e -tré (l’accento).

3. Esercitati con i numeri che contano per te

Il numero civico di casa, il CAP, la data di nascita, il numero dell’autobus che prendi ogni giorno, la tua età e quella dei tuoi familiari. I numeri personali restano in memoria molto più a lungo di quelli casuali.

4. Dettato e calcolo mentale

Chiedi a un amico (o all’insegnante) di dettarti dei numeri e scrivili in cifre, poi fai il contrario. Fai addizioni e sottrazioni in italiano: Dieci più venti fa trenta. Cento meno quindici fa ottantacinque. Per i risultati si usa il verbo fare: quanto fa?

Note di pronuncia per principianti

  • Le doppie contano. In otto, sette e diciotto la doppia t si pronuncia più lunga di una t singola. Confronta sette (7) con sete (la voglia di bere): una sola consonante cambia la parola.
  • L’accento in ventitré. L’accento cade sull’ultima sillaba, ed è per questo che si scrive: pronuncia ventitré staccando bene l’ultima sillaba, poi confrontala con ventitreesimo (23°). Dì i numeri composti prima piano, poi più velocemente.
  • Diciassette, diciannove. La doppia s e la doppia n si pronunciano lunghe. Molti studenti le dicono come se fossero scritte con una sola lettera.
  • Sedici e sessanta. Ascolta l’accento: SÈ-di-ci contro ses-SÀN-ta. Il primo ha l’accento all’inizio, il secondo al centro.

Quarto esercizio: dettato e calcolo mentale

Scrivi le risposte in lettere, non in cifre:

  1. Venti più quaranta fa…?
  2. Cento meno ventuno fa…?
  3. Trentatré più trentatré fa…?
  4. Sessanta meno quindici fa…?
  5. Quanto fa nove per otto?
  6. Scrivi in lettere il numero 99.

Soluzioni: 1. sessanta – 2. settantanove – 3. sessantasei – 4. quarantacinque – 5. settantadue – 6. novantanove.

Domande per riflettere

  • Quali numeri della tua lingua seguono un ordine diverso dall’italiano (per esempio le unità prima delle decine)? Come influisce questo quando dici ventitré o trentasei?
  • In quali situazioni reali di questa settimana avrai bisogno dei numeri in italiano (un prezzo, un binario, un numero di telefono)? Prepara una frase per ciascuna.
  • Quale delle due regole (la vocale che cade o l’accento su -tré) ti sembra più facile da ricordare? Spiegala a qualcuno con parole tue.

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