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Di Rossana Pazzaglia, insegnante madrelingua con certificazione CEDILS in didattica dell’italiano a stranieri (Università Ca’ Foscari Venezia) · Aggiornato il 19 ottobre 2026
Hai già imparato la regola base del plurale: -o → -i, -a → -e, -e → -i (se hai bisogno di un ripasso, leggi genere e numero dei nomi in italiano). Poi arrivano parole come amici, uova, città, uomini… e la regola sembra non funzionare più. Niente panico: anche le “eccezioni” seguono quasi sempre una piccola logica. Proviamo a scoprirla insieme, caso per caso (livello A2).
1. I nomi in -co e -go
La regola dipende dall’accento:
- accento sulla penultima sillaba → -chi / -ghi: il fuoco → i fuochi, il lago → i laghi, il parco → i parchi;
- accento sulla terzultima sillaba → -ci / -gi: il medico → i medici, lo psicologo → gli psicologi.
Eccezioni da ricordare: amico → amici, nemico → nemici, greco → greci, porco → porci; e al contrario carico → carichi, dialogo → dialoghi, catalogo → cataloghi, obbligo → obblighi.
2. I nomi in -ca e -ga
Qui la regola è più semplice: si aggiunge sempre la h per mantenere il suono duro.
- femminili: l’amica → le amiche, la riga → le righe, la banca → le banche;
- maschili: il collega → i colleghi, il monarca → i monarchi.
3. I nomi in -io
- se la i non è accentata, il plurale ha una sola i: il figlio → i figli, il negozio → i negozi, l’occhio → gli occhi;
- se la i è accentata, il plurale ha due i: lo zio → gli zii, il pendio → i pendii.
4. I nomi in -cia e -gia
| Caso | Plurale | Esempi |
|---|---|---|
| i accentata | -cie / -gie | farmacìa → farmacie, bugìa → bugie |
| i non accentata, preceduta da vocale | -cie / -gie | camicia → camicie, valigia → valigie |
| i non accentata, preceduta da consonante | -ce / -ge | arancia → arance, spiaggia → spiagge |
Consiglio pratico: se c’è una doppia consonante o una consonante prima di -cia/-gia (faccia, pioggia, provincia), la i quasi sempre sparisce: facce, piogge, province.
5. Nomi maschili in -a e nomi in -ista
- il problema → i problemi, il poeta → i poeti, il programma → i programmi;
- i nomi in -ista hanno due plurali: il turista → i turisti, la turista → le turiste.
6. I nomi invariabili
Non cambiano al plurale: cambia solo l’articolo.
| Tipo | Esempi |
|---|---|
| Parole con l’accento sull’ultima vocale | la città → le città, il caffè → i caffè, la virtù → le virtù |
| Parole che finiscono in consonante (spesso straniere) | il bar → i bar, lo sport → gli sport, il film → i film |
| Parole in -i | la crisi → le crisi, l’analisi → le analisi |
| Molte parole in -ie | la serie → le serie, la specie → le specie (ma: la moglie → le mogli) |
| Parole abbreviate | la foto(grafia) → le foto, la moto → le moto, il cinema → i cinema |
| Monosillabi | il re → i re, la gru → le gru |
7. I plurali davvero irregolari
- l’uomo → gli uomini
- il dio → gli dei (attenzione all’articolo!)
- il bue → i buoi
- la mano → le mani (femminile, anche se finisce in -o)
8. Maschile al singolare, femminile al plurale
Alcuni nomi maschili hanno un plurale femminile in -a: l’uovo → le uova, il paio → le paia, il centinaio → le centinaia, il migliaio → le migliaia, il miglio → le miglia.
Altri, soprattutto le parti del corpo, hanno due plurali con significati diversi:
| Singolare | Plurale in -a (senso proprio) | Plurale in -i (senso figurato) |
|---|---|---|
| il braccio | le braccia (del corpo) | i bracci (di una lampada, di un fiume) |
| il dito | le dita (della mano, insieme) | i diti (considerati uno per uno) |
| l’osso | le ossa (dello scheletro) | gli ossi (presi uno per uno, staccati dallo scheletro) |
| il labbro | le labbra (della bocca) | i labbri (di una ferita, di un vaso) |
| il muro | le mura (della città) | i muri (della casa) |
9. Stessa parola, genere diverso, significato diverso
- il capitale (i soldi) / la capitale (la città)
- il fine (lo scopo) / la fine (la conclusione)
- il fronte (in guerra) / la fronte (del viso)
- il radio (l’elemento chimico o l’osso) / la radio (l’apparecchio)
Esercizio: volgi al plurale
- il medico
- l’amica
- la valigia
- l’uovo
- la città
- lo zio
- il problema
- l’arancia
- l’uomo
- il lago
Soluzioni: 1. i medici – 2. le amiche – 3. le valigie – 4. le uova – 5. le città – 6. gli zii – 7. i problemi – 8. le arance – 9. gli uomini – 10. i laghi.
Gli errori più comuni dei miei studenti
In tanti anni di insegnamento ho visto tornare sempre gli stessi errori, ed è normale: servono a capire dove lavorare. Ecco i quattro più frequenti, così puoi riconoscerli nei tuoi testi.
- Aggiungere una -i a tutto: le uovi invece di le uova, oppure le cittài invece di le città. Quando una parola finisce con una vocale accentata, non va toccata.
- Dimenticare la h: le amice invece di le amiche, i colleci invece di i colleghi. Il suono duro di c e g richiede la h davanti a e e i.
- Tenere la i di -cia/-gia dopo una consonante: le spiaggie invece di le spiagge. Attenzione, però: a volte il dizionario ammette entrambe le forme. La voce ciliegìa del Treccani, per esempio, dà il plurale ciliegie o ciliege, quindi sono corrette tutte e due. Per valigia e camicia, con una vocale prima della desinenza, usa valigie e camicie.
- Sbagliare l’articolo: i uova o gli uova sono errori. Poiché uova è femminile plurale, serve le uova, e anche l’aggettivo si accorda: le uova fresche.
Due plurali, due significati: cosa dice il dizionario
I doppi plurali della sezione 8 non sono un’invenzione didattica. La voce braccio del vocabolario Treccani spiega che il plurale femminile le braccia si usa per le parti del corpo e per l’antica unità di misura, mentre i bracci si usa negli altri significati (i bracci di una lampada, di una croce, di un fiume). La voce uovo indica come plurale le uova. Una regola veloce per l’esame: il corpo o la misura vogliono la -a, l’oggetto o il senso figurato vogliono la -i.
Un breve dialogo da leggere ad alta voce
Leggi questo mini-dialogo tra due amiche in cucina e sottolinea tutti i plurali.
– Ciao Marta! Hai comprato le uova?
– Sì, e anche le arance e due paia di guanti. Poi ho incontrato i miei colleghi in centro.
– Ah, bene! Hai visto le amiche di Luca?
– Sì, erano al parco con i figli. Hanno detto che i laghi sono bellissimi in autunno.
Sai spiegare perché si dice le uova, i colleghi, le amiche, i laghi e due paia? Rileggi le sezioni precedenti se hai dei dubbi.
Secondo esercizio: scegli il plurale giusto
- I (bracci / braccia) di mia nonna sono forti.
- Abbiamo visitato tre (spiagge / spiaggie) bellissime.
- Nel frigorifero ci sono sei (uovi / uova).
- Mi piacciono i (film / films) italiani.
- Sono andata in due (farmacie / farmace) per cercare le medicine.
- Gli (amici / amichi) di Paolo arrivano domani.
Soluzioni: 1. braccia – 2. spiagge – 3. uova – 4. film – 5. farmacie – 6. amici.
Domande su cui riflettere
- Quale plurale di questo articolo ti ha sorpreso di più, e perché?
- Sai scrivere tre frasi sulla tua famiglia usando zii, figli e amiche?
- Quali parole invariabili (caffè, film, sport) usi ogni giorno senza accorgertene?
Continua a studiare
- Genere e numero dei nomi in italiano (in inglese)
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Fonti
- Riccardo Cimaglia, «Plurale», Enciclopedia dell’Italiano, Treccani (consultato il 6 ottobre 2026): sui nomi invariabili (monosillabi, parole in -ità, prestiti, parole terminanti in consonante) e sui doppi plurali come uovo → uova e braccio → braccia / bracci.
- «braccio», Vocabolario Treccani (consultato il 6 ottobre 2026): plurale le braccia per il corpo e come misura, i bracci negli altri significati.
- «uovo», Vocabolario Treccani (consultato il 6 ottobre 2026): plurale le uova.
- «ciliegia», Vocabolario Treccani (consultato il 6 ottobre 2026): plurale ciliegie o ciliege.
Per i casi dubbi, il dizionario resta il migliore alleato.
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