Schema dei verbi irregolari andare, venire, volere, potere e dovere

I verbi modali in italiano: dovere, potere, volere e sapere

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«Devo studiare.» «Posso entrare?» «Voglio un caffè.» «So nuotare.» Questi quattro piccoli verbi compaiono in quasi ogni conversazione: li usi per chiedere un permesso, dire che cosa devi fare, esprimere un desiderio o descrivere una capacità. La loro grammatica è semplice al presente, ma due punti sorprendono spesso chi studia: dove mettere i pronomi (lo devo fare o devo farlo?) e quale ausiliare usare al passato prossimo (ho dovuto partire o sono dovuto partire?). Vediamoli passo passo, con esempi che possono venire anche dall’orto e dal giardino: devo annaffiare i pomodori, posso raccogliere l’insalata, voglio piantare dei fiori, so potare le rose. La grammatica viene dalle fonti Treccani elencate in fondo; esempi, esercizi e consigli sono miei.

Quali verbi sono modali e che cosa esprimono

Nella grammatica italiana i verbi modali (detti anche verbi servili) sono verbi che si combinano con un infinito per dire come avviene un’azione. La grammatica Treccani elenca tre significati di base: possibilità (potere: Finalmente posso sedermi a tavola), volontà (volere: Vuole andare a Roma) e necessità (dovere: Dobbiamo stare più attenti). L’Enciclopedia dell’italiano è più rigorosa e considera veri modali soltanto dovere, potere e volere. Tratta sapere come parzialmente modale: si comporta da modale quando significa «essere in grado di» (so nuotare), non quando significa «conoscere» (so di aver sbagliato). Verbi come solere, preferire, osare, desiderare sono a volte elencati tra i modali nelle grammatiche scolastiche, ma l’enciclopedia li lascia fuori.

La coniugazione al presente

doverepoterevoleresapere
iodevopossovoglioso
tudevipuoivuoisai
lui / leidevepuòvuolesa
noidobbiamopossiamovogliamosappiamo
voidovetepotetevoletesapete
lorodevonopossonovoglionosanno

Sono tutti e quattro irregolari, quindi vanno memorizzati. La tabella è tratta dai miei materiali didattici. Dopo il modale il secondo verbo è sempre all’infinito: devo studiare, puoi aspettare, vogliamo partire, sa cucinare.

Come si usano: tre piccole differenze

  • Potere esprime possibilità o permesso: Posso aprire la finestra? oppure Non posso venire, ho un impegno (per me non è possibile).
  • Sapere esprime una capacità appresa: So suonare il pianoforte (ho imparato). Confronta con Non posso suonare il pianoforte stasera (la situazione non lo permette). È un contrasto molto utile da fissare fin dall’inizio.
  • Volere è diretto, quindi per una richiesta cortese è meglio il condizionale: Vorrei un caffè, Potrei entrare?, Dovrei andare. Usa voglio quando vuoi davvero mostrare determinazione.

Un’altra cosa: la voce Treccani sull’imperativo osserva che i verbi modali non hanno forma di imperativo. Per un ordine o un consiglio usi quindi altri verbi (vieni, aspetta, prova). Per ripassare come si danno gli ordini, leggi l’articolo sull’imperativo informale.

Dove vanno i pronomi

Con un modale seguito da un infinito, i pronomi atoni possono andare in due posti, ed è il motivo per cui l’italiano suona libero e flessibile. L’Enciclopedia dell’italiano la chiama libertà di posizione dei pronomi atoni: il pronome può stare prima del modale oppure attaccato all’infinito.

Prima del modaleAttaccato all’infinito
La devo cercare.Devo cercarla.
Ci posso andare.Posso andarci.
Gli voglio parlare.Voglio parlargli.
Glielo devo dire.Devo dirglielo.

L’enciclopedia dà una regola importante per due pronomi: non si possono separare. Glielo devo comunicare e devo comunicarglielo sono corretti, ma lo devo comunicargli o gli devo comunicarlo no. Con due infiniti, come in devo poter fare, il pronome ha tre posizioni: lo devo poter fare, devo poterlo fare, devo poter farlo. Per i verbi riflessivi vale la stessa libertà: mi devo alzare oppure devo alzarmi; vedi l’articolo sui verbi riflessivi in italiano.

L’ausiliare nel passato prossimo

È il punto che crea dubbi perfino agli italiani. La regola generale, come spiegano la grammatica Treccani e l’Enciclopedia, è che il verbo modale prende lo stesso ausiliare dell’infinito che lo segue:

  • Ho letto → Ho dovuto leggere (leggere vuole avere).
  • Sono venuto → Sono dovuto venire (venire vuole essere).
  • Sono partito → Non sono potuto partire.

Inoltre una risposta linguistica Treccani spiega che avere è accettabile anche quando l’infinito è intransitivo: Ho dovuto venire / uscire / partire è accettabile quanto sono dovuto venire / uscire / partire. Cita il linguista Luca Serianni per tre ragioni della diffusione di avere: evita il problema dell’accordo con il soggetto (le ragazze avrebbero dovuto partire invece di sarebbero dovute partire), il modale usato da solo prende già avere (hanno potuto) e quando un pronome è attaccato all’infinito avere è già richiesto: non ho potuto venirci.

Il pronome offre una guida pratica. Treccani spiega: se il pronome sta prima del modale, l’ausiliare deve essere quello dell’infinito (non ci sono potuto andare, non «non ci ho potuto andare»); se il pronome è attaccato all’infinito, sono accettabili entrambi (non sono potuto andarci oppure non ho potuto andarci). Quando l’infinito è essere o una forma passiva, il modale prende avere: Hai dovuto essere bravo, Avete voluto essere segnalati.

Per gli esami e per chi comincia vale una scorciatoia: nel dubbio usa avere, che è accettato in quasi tutti i casi, e poi impara la regola con essere come raffinamento.

Dove i modali ti fanno inciampare

Chi pensa in tedesco o in francese parte bene: müssen, können, wollen e devoir, pouvoir, vouloir funzionano come i nostri, con un infinito dopo. Gli sbagli arrivano con una preposizione di troppo (devo di andare) e con l’ausiliare al passato. Sono errori normalissimi, e con un po’ di pratica passano.

  • Devo di andare. → Devo andare. Nessuna preposizione dopo un modale.
  • Voglio che vado. → Voglio andare. Stesso soggetto: infinito. (Con soggetti diversi serve il congiuntivo.)
  • Posso a venire? → Posso venire?
  • Io so venire domani. → Posso venire domani. Sapere = capacità appresa; potere = possibilità.
  • Lo devo comunicargli. → Glielo devo comunicare / Devo comunicarglielo. I due pronomi vanno insieme.
  • Ho doveto andare. → Ho dovuto andare. Impara i quattro participi come un gruppo: dovuto, potuto, voluto, saputo.
  • Non ci ho potuto andare. → Non ci sono potuto andare / Non ho potuto andarci.

Un weekend da organizzare

Sara: Domenica vuoi venire con noi al lago?
Matteo: Vorrei, ma non posso. Devo studiare per l’esame di storia.
Sara: Peccato! Anche l’altra volta non sei potuto venire, vero?
Matteo: Esatto, ho dovuto lavorare tutto il giorno. Posso venire sabato sera?
Sara: Certo, ma devi portare il dolce. Sai cucinare la torta di mele?
Matteo: Non so cucinarla bene, ma posso comprarla in pasticceria!
Sara: Va bene. Ci devi pensare tu!

Nel dialogo trovi i tre modali principali al presente, sapere per la capacità, il passato prossimo (non sei potuto venire, ho dovuto lavorare) e la posizione dei pronomi (non so cucinarla, posso comprarla, ci devi pensare). Per usare vorrei nelle richieste al ristorante, guarda il post sul vocabolario del ristorante.

Fai pratica con i modali

Esercizio 1 – Coniuga il modale

  1. Noi (dovere) ______ partire presto.
  2. Tu (potere) ______ aiutarmi?
  3. Loro (volere) ______ cenare fuori.
  4. Io non (sapere) ______ guidare.
  5. Lei (dovere) ______ lavorare domani.

Soluzioni: 1. dobbiamo; 2. puoi; 3. vogliono; 4. so; 5. deve.

Esercizio 2 – Metti il pronome in due modi

  1. (lo) Devo fare. → ______ / ______
  2. (ci) Possiamo andare. → ______ / ______
  3. (gliela) Voglio dare. → ______ / ______

Soluzioni: 1. Lo devo fare / Devo farlo. 2. Ci possiamo andare / Possiamo andarci. 3. Gliela voglio dare / Voglio dargliela.

Esercizio 3 – Passato prossimo

  1. Devo studiare. → ______ studiare.
  2. Non posso venire. → Non ______ venire (essere).
  3. Vogliamo mangiare la pizza. → ______ mangiare la pizza.
  4. Non posso andarci. → Non ______ andarci (avere).

Soluzioni: 1. Ho dovuto; 2. sono potuto (oppure ho potuto); 3. Abbiamo voluto; 4. ho potuto.

Esercizio 4 – Correggi l’errore

  1. Devo di partire adesso.
  2. Io posso nuotare (ho imparato da bambino).
  3. Lo devo dirgli.

Soluzioni: 1. Devo partire adesso. 2. Io so nuotare. 3. Glielo devo dire / Devo dirglielo.

Un po’ di riflessione

  • Nella tua lingua c’è differenza tra «saper nuotare» (capacità) e «poter venire venerdì» (possibilità), come tra so e posso?
  • Scrivi cinque cose che devi fare questa settimana, cinque che puoi fare e cinque che vuoi fare.
  • Scegli tre frasi e metti il pronome in entrambe le posizioni possibili.

Cosa farei io al tuo posto

Impara i modali come espressioni e non come verbi isolati: devo andare, posso entrare, vuoi venire?, non so cosa dire. Dille mentre fai le cose di casa. Poi aggiungi il condizionale (vorrei, potrei, dovrei), che ti fa sembrare cortese e naturale. Quando il passato prossimo ti fa esitare, ricorda la regola «stesso ausiliare dell’infinito, con avere come alternativa sicura». La ripasserai nei prossimi due articoli della serie, dedicati al passato prossimo con avere e con essere.

Parliamone a lezione

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Fonti

Elenco dei modali, significati, posizione dei pronomi, scelta dell’ausiliare e imperativo li ho verificati sulle fonti Treccani qui sopra. Tabella, differenze tra potere, sapere e volere, dialogo, esercizi e consigli vengono dal mio lavoro in classe.

📚 Per approfondire

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