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«Dimmi la verità!» «Non preoccuparti.» «Vieni qui, ragazzi, mangiate!» Quando chiedi aiuto a un amico, spieghi una ricetta, dici a un bambino di sbrigarsi o dai indicazioni per strada, usi l’imperativo. È uno dei modi più utili nella vita quotidiana e le forme informali (per tu e voi) sono quelle che incontri per prime. Dare un ordine in italiano non vuol dire essere scortesi: a lezione lo faccio sempre, con il sorriso («Dimmi!», «Prova!», «Non avere paura!»). Qui impari le forme regolari e quelle irregolari (va’, fa’, di’, sii), il negativo e i pronomi attaccati al verbo. Le forme sono verificate sulle fonti elencate in fondo; esempi, esercizi e consigli vengono dalle mie lezioni.
Che cos’è l’imperativo e quali persone ha
Secondo l’Enciclopedia dell’italiano, l’imperativo ha soltanto il tempo presente e, con forme proprie, soltanto la seconda persona singolare (tu) e plurale (voi). La prima persona plurale (noi) e le terze persone sono espresse con il congiuntivo presente, che Treccani chiama congiuntivo esortativo: amiamo, e, per cortesia, forme come taccia o entrino. Questo articolo si concentra su tu e voi; la forma di cortesia Lei è un argomento per una lezione successiva, ma puoi già notare che deriva dal congiuntivo.
Le forme regolari
La regola di Treccani è semplice: la forma del voi è identica al presente indicativo in tutte e tre le coniugazioni, e la forma del tu è identica al presente indicativo nella seconda e nella terza coniugazione. Solo la prima coniugazione è diversa, perché l’imperativo del tu finisce in -a (mangia), come la terza persona del presente. Ecco lo schema:
| Verbo | tu | voi | noi (esortazione) |
|---|---|---|---|
| parlare | parla! | parlate! | parliamo! |
| scrivere | scrivi! | scrivete! | scriviamo! |
| dormire | dormi! | dormite! | dormiamo! |
| finire | finisci! | finite! | finiamo! |
Non esiste un segno speciale per riconoscere l’imperativo: lo capisci dal contesto, dall’intonazione e spesso dal punto esclamativo (corri!, scappa!). La grammatica Treccani aggiunge che i verbi modali potere, dovere e volere non hanno imperativo: per dare un ordine usi un altro verbo.
Gli imperativi irregolari
Treccani elenca le forme brevi del tu di cinque verbi molto comuni, scritte con l’apostrofo perché cade una sillaba: di’ (dire), fa’ (fare), sta’ (stare), da’ (dare), va’ (andare). Le stesse fonti accettano le alternative fai, stai, dai, vai, che nella pratica sono le forme che gli studenti usano e sentono di più; anche le forme con l’apostrofo sono corrette. Attenzione: si scrivono con l’apostrofo, mai con l’accento.
Due verbi hanno forme tutte loro. Per essere l’imperativo del tu è sii (sii gentile) e quello del voi è siate; per avere sono abbi (abbi pazienza) e abbiate. Treccani riporta anche le forme del voi sappiate (sapere) e vogliate (volere), prese dal congiuntivo.
| Infinito | tu | voi |
|---|---|---|
| essere | sii | siate |
| avere | abbi | abbiate |
| andare | va’ / vai | andate |
| dare | da’ / dai | date |
| dire | di’ | dite |
| fare | fa’ / fai | fate |
| stare | sta’ / stai | state |
| venire | vieni | venite |
| uscire | esci | uscite |
Le ultime due righe (venire, uscire) seguono il presente indicativo e le aggiungo io, perché sono tra le più richieste. Alcune di queste forme brevi sono diventate espressioni: dai! è un’interiezione di incoraggiamento e ma va’! esprime incredulità. Treccani registra entrambe.
L’imperativo negativo: non + infinito
L’imperativo negativo è l’unico che per il tu non segue la forma affermativa. Come spiega Treccani, usa l’infinito preceduto da non per il tu e il presente indicativo con non per il voi:
- Parla! → Non parlare! / Parlate! → Non parlate!
- Scrivi! → Non scrivere! / Scrivete! → Non scrivete!
- Dormi! → Non dormire! / Dormite! → Non dormite!
Un errore frequentissimo è non parla! o non fai! per dire «non farlo»; la forma giusta è non fare!. Ricorda: per un amico solo, «non» si dice non + infinito.
Dove vanno i pronomi
È il punto in cui l’imperativo richiede più attenzione. Con l’imperativo affermativo i pronomi atoni sono sempre enclitici, cioè scritti attaccati al verbo: dammi, leggilo, scrivetele. Treccani sottolinea che la differenza tra imperativo e indicativo la fanno la posizione e l’intonazione: sentimi contro mi senti.
Nell’imperativo negativo sono possibili entrambe le posizioni: non mi guardare oppure non guardarmi. Con il congiuntivo esortativo (la forma di cortesia Lei) il pronome va davanti: me la legga subito, come mostra la stessa voce.
Due dettagli pratici aiutano. Primo, dopo le forme brevi di’, fa’, da’, sta’, va’ la prima lettera del pronome si raddoppia nella pronuncia e nella scrittura e l’apostrofo sparisce: dimmi, fammi, dammi, dillo, fallo, vattene. Treccani non tratta questo raddoppiamento in queste voci, quindi prendilo come consiglio didattico. Secondo, quando i pronomi sono due si uniscono in un ordine fisso: dammelo, portacela.
Altri modi per dare un ordine
Gli italiani non usano sempre l’imperativo. La voce Treccani elenca alcune alternative che devi saper riconoscere:
- il presente indicativo con valore di ordine: Ora ti siedi e mi racconti tutto;
- l’infinito nei cartelli e nei manuali: spingere, tirare;
- brevi nomi o avverbi senza verbo: fuori!, silenzio!, attento!.
Sono molto utili anche in cucina, in classe e per strada. Se vuoi fare una richiesta gentile, ricorda che l’imperativo può suonare molto diretto per un principiante. Aggiungere per favore, un attimo o un sorriso risolve quasi ogni problema. Per esercitarti con i verbi che hanno i pronomi riflessivi (alzati, siediti, svegliatevi), ripassa l’articolo sui verbi riflessivi in italiano.
Il negativo, la grande trappola
Con tu il negativo si fa con l’infinito (Non andare!), mentre in tedesco e in francese basta negare l’imperativo (Geh nicht!, Ne va pas!). Chi pensa in un’altra lingua tende a copiare lo schema. È l’errore più frequente su questo argomento, ed è normalissimo: gli errori ben vengano, e con l’abitudine passa.
- Non parla! → Non parlare! Il tu negativo usa l’infinito.
- Mangi! (come ordine) → Mangia! Nella prima coniugazione l’imperativo finisce in -a.
- Dimmi lo. → Dimmelo. Nell’imperativo affermativo i pronomi si attaccano al verbo.
- Fa’ mi un favore. → Fammi un favore. Attacca il pronome e raddoppia la sua prima lettera.
- Sei gentile! (come ordine) → Sii gentile! Essere ha un imperativo proprio.
- Venga qui, Marco! (a un amico) → Vieni qui, Marco! La forma Lei è solo per le situazioni formali.
Un dialogo con qualche ordine gentile
Giulia: Non riesco a trovare la libreria. Dimmi come arrivo!
Marco: Allora, esci dalla stazione e vai dritto per cento metri. Poi gira a destra e attraversa la piazza.
Giulia: Aspetta, scrivo tutto. Ripeti, per favore!
Marco: Certo. Non fermarti al bar, sei sempre in ritardo! Fai attenzione alle biciclette.
Giulia: Va bene. Chiamami quando arrivi!
Marco: D’accordo, ma tu sii puntuale!
Nel dialogo trovi forme regolari (esci, gira, attraversa, aspetta, ripeti), forme irregolari (dimmi, vai, fai, sii), un negativo (non fermarti) e pronomi attaccati al verbo (dimmi, chiamami, fermarti). Per le preposizioni di luogo che servono per le indicazioni, leggi l’articolo sulle preposizioni semplici.
Esercizi di comando
Esercizio 1 – Scrivi l’imperativo del tu
- (aprire) ______ la finestra, per favore.
- (prendere) ______ l’ombrello.
- (ascoltare) ______ questa canzone.
- (essere) ______ paziente.
- (andare) ______ a casa.
Soluzioni: 1. Apri; 2. Prendi; 3. Ascolta; 4. Sii; 5. Va’ (oppure Vai).
Esercizio 2 – Rendi negativo
- Aspetta qui. → ______
- Mangiate tutto. → ______
- Dimentica le chiavi. → ______
- Fai rumore. → ______
Soluzioni: 1. Non aspettare qui. 2. Non mangiate tutto. 3. Non dimenticare le chiavi. 4. Non fare rumore.
Esercizio 3 – Aggiungi il pronome
- Dai il libro a me. → ______
- Leggete la lettera. → ______ (la)
- Di’ la verità a me. → ______
- Non guardare me. → ______ (due modi)
Soluzioni: 1. Dammi il libro. 2. Leggetela. 3. Dimmi la verità. 4. Non mi guardare / Non guardarmi.
Prima di andare
- Nella tua lingua l’imperativo è uguale al presente o ha forme proprie?
- Come chiederesti a un amico di aprire la finestra e come lo chiederesti a uno sconosciuto? Che cosa cambia nel tono?
- Scrivi cinque istruzioni «fai» e cinque «non fare» per un nuovo coinquilino, con almeno due verbi con pronomi.
Come lo allenerei io
Comincia dai verbi che userai ogni giorno: dimmi, guarda, aspetta, scusa, vieni, dai, fammi vedere. Sono brevi, frequenti e utili nella conversazione reale. Poi aggiungi il negativo con non + infinito e, per ultimi, i pronomi. Se vuoi proseguire con un altro verbo che funziona «al contrario», ripassa l’articolo precedente sul verbo piacere.
Dimmi pure: ne parliamo?
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Fonti
- Treccani – «Imperativo», Enciclopedia dell’italiano
- Treccani – «imperativo, forme di [prontuario]», Enciclopedia dell’italiano
Le forme dell’imperativo, il negativo e i pronomi attaccati sono verificati sulle fonti elencate sopra. Tabelle, dialogo, esercizi e consigli vengono dal mio lavoro in classe.
📚 Per approfondire
Per esercitarti su questo argomento con regole chiare e soluzioni, ti consiglio:
- Grammatica pratica della lingua italiana (Susanna Nocchi, Alma Edizioni) – regole, esercizi e test per studenti stranieri.
- Grammatica d’uso della lingua italiana (Celi, Medaglia, Giarratana, Hoepli) – teoria ed esercizi, livelli A1-B2.
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