Cappuccino e cornetto: un esempio di cosa ci piace al bar

Il verbo piacere in italiano: come usare mi piace e mi piacciono

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«Mi piace l’Italia.» «Mi piacciono i tuoi amici.» «Ti è piaciuto il film?» Prima o poi ogni studente incontra il verbo piacere e, prima o poi, dice «io piaccio la pizza» oppure «mi piace gli spaghetti». Non è distrazione: in inglese, spagnolo o tedesco si dice I like, con sé stessi come soggetto, mentre in italiano il soggetto è la cosa che ti piace e tu sei la persona a cui piace. «Mi piace» sembra la frase più facile del mondo, e invece nasconde un piccolo ribaltamento: non sei tu a piacere al caffè, è il caffè che piace a te. Una volta capito questo, tutto torna. Vediamo quando usare piace e piacciono, i pronomi, il passato e gli errori da evitare. Le spiegazioni sono verificate sulle fonti elencate in fondo; esempi, esercizi e consigli nascono dalle mie lezioni.

L’idea chiave: il soggetto è la cosa che piace

Il Vocabolario Treccani descrive piacere come verbo intransitivo con l’ausiliare essere. Guarda i suoi esempi: gli piacciono i funghi e mi piace il rumore del mare. La persona che prova il piacere compare come pronome indiretto (gli, mi), mentre la cosa che lo provoca (i funghi, il rumore) regge il verbo. Quindi mi piace il rumore del mare significa, alla lettera, «il rumore del mare è gradito a me».

Un trucco pratico: non tradurre «io amo» o «io gradisco». Cerca prima la cosa che piace, decidi se è singolare o plurale e solo dopo aggiungi la persona con mi, ti, gli, le, ci, vi.

Piace o piacciono?

Il verbo concorda con la cosa che piace, non con la persona che la apprezza.

Che cosa piaceVerboEsempio
una cosa (singolare)piaceMi piace il caffè.
più cose (plurale)piaccionoMi piacciono i biscotti.
un’azione (infinito)piaceMi piace cucinare.
due o più azionipiaceMi piace leggere e camminare.

Il presente indicativo, come riportato da Treccani, è: io piaccio, tu piaci, egli piace, noi piacciamo, voi piacete, essi piacciono. Nella vita di tutti i giorni usi quasi solo piace e piacciono, ma le altre forme esistono e ti servono appena il soggetto è una persona (vedi sotto).

I pronomi che accompagnano piacere

Poiché la persona è un complemento indiretto («a me», «a te»), servono i pronomi indiretti. Si mettono prima del verbo.

PersonaPronome atonoForma tonica (per enfasi o contrasto)
iomia me
tutia te
luiglia lui
lei / Lei (formale)lea lei / a Lei
noicia noi
voivia voi
loroglia loro

Usa la forma tonica per fare un contrasto: A me piace il mare, a te piace la montagna. Quando dici chi ama qualcosa con un nome, usa a: A Marta piacciono i gatti. Un avvertimento: nel parlato senti a Marta le piacciono i gatti o a me mi piace, con il pronome ripetuto. È molto diffuso, ma nello scritto e agli esami è meglio la forma semplice (a Marta piacciono i gatti, a me piace). Per «loro» molti parlanti usano gli (gli piace); la forma più formale piace loro è anch’essa possibile.

Per dire che qualcosa non ti piace, metti non prima del pronome: Non mi piace il freddo. Nelle risposte brevi gli italiani dicono Anche a me oppure A me no, e la struttura resta la stessa.

Piacere con l’infinito o con una frase

Quando ti piace un’attività, dopo piacere si usa l’infinito e il verbo resta al singolare: Mi piace alzarmi presto è uno degli esempi della voce Treccani. Anche se elenchi più attività, il verbo resta singolare: Ci piace cantare, ballare e cucinare. Se ciò che ti piace è una situazione intera («mi piace che tu sia qui»), l’italiano usa una frase subordinata: Mi piace che tu sia qui. La voce Treccani osserva che il verbo compare spesso con una proposizione soggettiva o in modo impersonale, come il suo contrario dispiacere. Il congiuntivo dopo mi piace che è un argomento per un livello successivo: per ora ricorda solo che la struttura esiste.

Quando il soggetto è una persona

Con le persone il verbo può indicare attrazione o approvazione, e la persona che piace diventa il soggetto grammaticale: mi piaci, ti piaccio?, ci piacciono i nostri vicini. Treccani riporta esempi simili: quel giovane le piace molto per l’attrazione e il tenore è piaciuto al pubblico per l’approvazione di un’esibizione. Per questo il presente completo (piaccio, piaci, piacciamo, piacete) è utile. Per il congiuntivo, una risposta linguistica Treccani conferma le forme che noi piacciamo e che voi piacciate; la forma «piaciamo» non è tra quelle indicate.

Il passato: sempre con essere

Poiché piacere usa essere, il participio piaciuto concorda con la cosa che è piaciuta:

Che cosa è piaciutoFormaEsempio
maschile singolareè piaciutoMi è piaciuto il film.
femminile singolareè piaciutaMi è piaciuta la tua conferenza.
maschile pluralesono piaciutiCi sono piaciuti i musei.
femminile pluralesono piaciuteMi sono piaciute le foto.

L’esempio mi è piaciuta la tua conferenza è preso dalla voce Treccani. Per i desideri e la cortesia userai spesso il condizionale: Mi piacerebbe visitare Siena. Treccani registra anche l’esclamazione ironica ti piacerebbe!, ma è un uso per conversazioni amichevoli e per un livello più avanzato. Se i verbi riflessivi e gli altri verbi con essere sono ancora nuovi per te, leggi l’articolo sui verbi riflessivi in italiano, dove compare la stessa logica di accordo.

Quando il piacere si complica

Il tedesco gefallen e il francese plaire funzionano come piacere, ma nella conversazione si usano molto di più mögen e aimer, che corrispondono a «amare». Per questo si tende a ricostruire la frase al contrario e a dire «io piaccio il caffè». Succede a tutti, e gli errori ben vengano: ci fanno capire dove intervenire.

  • Io piaccio la pizza. → Mi piace la pizza. La persona non è il soggetto.
  • Mi piace gli spaghetti. → Mi piacciono gli spaghetti. Cosa plurale, verbo plurale.
  • Mi piacciono leggere e scrivere. → Mi piace leggere e scrivere. Gli infiniti vogliono il singolare.
  • Mi piace del vino. → Mi piace il vino. Il gusto in generale vuole l’articolo determinativo, non il partitivo; vedi l’articolo sull’articolo partitivo.
  • Mi ha piaciuto il film. → Mi è piaciuto il film. Si usa essere.
  • Mi è piaciuto le foto. → Mi sono piaciute le foto. Il participio concorda.
  • Mi molto piace il mare. → Mi piace molto il mare. Molto, tanto e troppo vanno dopo il verbo, non tra il pronome e il verbo.

Una conversazione sui gusti

Anna: Ti piace la cucina giapponese?
Luca: A me sì, mi piacciono molto il sushi e il ramen. E a te?
Anna: A me piace di più la cucina italiana. Mi piacciono i primi piatti.
Luca: Ieri ho provato una pizzeria nuova. Mi è piaciuta tantissimo la pizza, ma non mi sono piaciuti i prezzi!
Anna: Allora cuciniamo a casa tua? Ai miei amici piace cucinare insieme.
Luca: Mi piacerebbe!

Nel dialogo trovi singolare e plurale (mi piace, mi piacciono), una forma tonica (a me sì), il passato con l’accordo (mi è piaciuta, non mi sono piaciuti), un infinito (piace cucinare) e il condizionale (mi piacerebbe). Per il lessico utile in questa situazione, guarda il post sul vocabolario del ristorante.

Esercizi sul piacere

Esercizio 1 – Piace o piacciono?

  1. Mi ______ la musica italiana.
  2. Ti ______ i film di Fellini?
  3. Ci ______ viaggiare in treno.
  4. A Paolo non ______ le verdure.
  5. Vi ______ questo quartiere?

Soluzioni: 1. piace; 2. piacciono; 3. piace; 4. piacciono; 5. piace.

Esercizio 2 – Aggiungi il pronome

  1. (a me) ______ piace il tè.
  2. (a lei) ______ piacciono i fiori.
  3. (a noi) ______ piace la montagna.
  4. (a voi) ______ piacciono i gatti?

Soluzioni: 1. Mi; 2. Le; 3. Ci; 4. Vi.

Esercizio 3 – Metti al passato prossimo

  1. Mi piace il libro. → ______
  2. Ci piacciono le città. → ______
  3. Ti piace la gita? → ______
  4. Non gli piacciono i regali. → ______

Soluzioni: 1. Mi è piaciuto il libro. 2. Ci sono piaciute le città. 3. Ti è piaciuta la gita? 4. Non gli sono piaciuti i regali.

Esercizio 4 – Correggi l’errore

  1. Io piaccio il caffè.
  2. Mi piacciono ballare.
  3. Mi ha piaciuto la festa.

Soluzioni: 1. Mi piace il caffè. 2. Mi piace ballare. 3. Mi è piaciuta la festa.

Pensaci su

  • Nella tua lingua, qual è il soggetto grammaticale della frase «mi piace la musica»? Esiste un verbo «invertito» simile?
  • Riesci a descrivere cinque cose che ti piacciono e cinque che non ti piacciono, usando sia piace sia piacciono?
  • Scrivi tre frasi sulle tue ultime vacanze con è piaciuto / è piaciuta / sono piaciuti / sono piaciute.

Un trucco per non sbagliare

Impara piacere a blocchi, non come regola astratta: mi piace, mi piacciono, non mi piace, mi è piaciuto. Di’ ad alta voce venti frasi vere sulla tua giornata, sulla tua città e sulla tua famiglia e smetterai di tradurre «io amo». Quando leggi un testo in italiano, sottolinea ogni piace e chiediti: qual è il soggetto e chi è la persona? Dopo due settimane di questa abitudine, la struttura invertita ti sembrerà naturale.

Parliamo dei tuoi gusti?

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Fonti

Il funzionamento di piacere, i pronomi e il passato sono verificati sulle fonti elencate sopra. Tabelle, dialogo, esercizi e consigli sono frutto del mio lavoro in classe.

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