Learn Italian with a podcast about Giambattista Tiepolo in Milan: the great Venetian painter of the 18th century and his frescoes in Palazzo Clerici, Palazzo Dugnani and the Basilica di Sant’Ambrogio. Press play and read along: the full Italian text is
By Rossana Pazzaglia, native Italian teacher with a CEDILS certification in teaching Italian to foreigners (Ca’ Foscari University of Venice) · Updated 19 October 2026 Ciao a tutti e benvenuti! Oggi vi porto in un viaggio nel Settecento, un secolo di straordinaria eleganza, di virtuosismi artistici e di una luce vibrante che sembra danzare sulle tele. Lasciamo per un momento le vie trafficate di Milano per immergerci nell’universo di uno dei più grandi pittori del suo tempo: Giambattista Tiepolo. Molti lo associano a Venezia, alla Baviera o alla Spagna, ma il Tiepolo ha lasciato un segno indelebile anche qui, nel cuore della Lombardia. Immaginate Milano nel Settecento. Non era ancora la capitale industriale che conosciamo oggi, ma un centro culturale vivace, desideroso di aprirsi alle nuove tendenze artistiche che provenivano da tutta Europa, in particolare dalla ricca e sfarzosa Venezia. Ed è proprio da Venezia che arriva Giambattista Tiepolo, chiamato a impreziosire le dimore e i luoghi di culto delle più importanti famiglie milanesi. Tiepolo, con il suo stile inconfondibile, fatto di colori chiari e luminosi, figure leggiadre che sembrano fluttuare nell’aria e una capacità unica di creare vastissime composizioni scenografiche, era l’artista perfetto per interpretare il gusto dell’epoca, quel Rococò che cercava leggerezza, grazia e una sottile teatralità. Le sue opere a Milano rappresentano un ponte tra la magnificenza veneziana e il desiderio milanese di rinnovamento e sfarzo. La prima, e forse più impressionante, testimonianza del passaggio di Tiepolo a Milano la troviamo a Palazzo Clerici. Siamo intorno al 1740, e il marchese Anton Giorgio Clerici, una figura di spicco dell’aristocrazia milanese, desidera che la sua residenza rispecchi la sua ricchezza e il suo prestigio. E chi meglio di Tiepolo per realizzare quest’ambizione? Il cuore del capolavoro è la Galleria degli Arazzi. Qui, Tiepolo affrescò la volta con un’opera monumentale: “La corsa del carro del Sole”. Viene rappresentato Apollo che guida il carro del Sole tra le divinità dell’Olimpo, allegorie delle quattro parti del mondo e una folla di personaggi mitologici. Immaginate di alzare lo sguardo: il soffitto si apre, le nuvole sembrano squarciarsi e gli dei scendono tra giochi di luce e ombre. Le figure sono dinamiche, i panneggi svolazzano e i colori, soprattutto i rosa, gli azzurri e i gialli brillanti, creano un effetto di incredibile leggerezza e profondità. Un vero e proprio affresco illusionistico, progettato per stupire e magnificare chiunque entrasse nella sala. Ancora oggi, entrare in quella galleria è un’esperienza sensoriale. Se avete la possibilità di visitarlo – spesso il palazzo ospita eventi o è aperto in occasioni speciali – non perdetevela. È un pezzo di Olimpo trasportato nel cuore di Milano. Non lontano da Palazzo Clerici, un altro capolavoro del Tiepolo attende di essere scoperto a Palazzo Gallarati Scotti. Qui l’artista affrescò il soffitto di un salone, di nuovo con cieli luminosi e figure sospese tra le nuvole. Anche questo è un palazzo privato: è una testimonianza del successo che il pittore veneziano ebbe presso l’aristocrazia milanese. Anche in questo caso, la possibilità di visitare il palazzo dipende da aperture straordinarie o eventi. Sebbene le opere di Palazzo Clerici e Palazzo Gallarati Scotti siano le più significative, ci sono altre tracce del Tiepolo a Milano. Nella Basilica di Sant’Ambrogio, ad esempio, potete vedere due affreschi dipinti nel 1737 e poi staccati e trasportati su tela: il Naufragio di San Satiro e il Martirio di San Vittore. E a Palazzo Dugnani, vicino ai Giardini Montanelli, si conservano gli affreschi del 1731 con le storie di Scipione. Queste opere, anche se meno celebri di Palazzo Clerici, sono importanti per comprendere l’evoluzione stilistica del Tiepolo e la sua influenza sul panorama artistico milanese. Tiepolo lavorò a Milano in tre momenti, nel 1730-31, nel 1737 e nel 1740: soggiorni brevi ma intensissimi. Lasciò alla città non solo opere di inestimabile valore artistico, ma anche un’impronta sullo stile e sul gusto dell’aristocrazia e della committenza locale. I suoi affreschi e le sue tele sono una finestra su un’epoca in cui l’arte era un veicolo per l’affermazione sociale, per la celebrazione della fede e per la pura gioia estetica. Ancora oggi, ammirando le sue opere, si può sentire quell’energia, quella leggerezza e quella maestria che lo hanno reso uno degli artisti più celebrati del Settecento. E così, il nostro viaggio nel Settecento milanese e nell’universo del Tiepolo giunge al termine. Spero che questa puntata vi abbia incuriosito e vi spinga, se avrete l’occasione, a cercare e ammirare di persona questi capolavori. Milano, con la sua storia millenaria, continua a stupire e a rivelare tesori nascosti a chi sa cercarli. Grazie per avermi seguito e appuntamento alla prossima puntata. Giambattista Tiepolo (1696–1770) was the leading Venetian painter of the 18th century and a master of the Rococo style, with its light colours, graceful figures and theatrical effects. He worked all over Europe, notably in Würzburg in Bavaria and, at the end of his life, in Madrid. In Milan he stayed three times, in 1730–31, 1737 and 1740, working for private patrons such as the Clerici family and, in 1737, for the basilica of Sant’Ambrogio. Some of his Milanese frescoes, such as those of Palazzo Archinto, were destroyed by bombing in the Second World War. Palazzo Dugnani, mentioned in the episode, was then called Palazzo Casati. The frescoes painted for Sant’Ambrogio and for Palazzo Gallarati Scotti were later detached from the walls; after restoration, they were shown to the public for the first time in the 2020–21 exhibition Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa at the Gallerie d’Italia in Milan. The ceiling of the Galleria degli Arazzi in Palazzo Clerici, with the chariot of the Sun, is considered his Milanese masterpiece. Many of his works in Milan are in private palaces that open only on special occasions, which the narrator mentions more than once. Note, however, that the fresco from Palazzo Gallarati Scotti (Trionfo della Nobiltà e della Virtù, about 1740) was detached from the ceiling and shown to the public at the 2020–21 exhibition, so it is no longer in the palace: check where it is displayed before planning a visit. If you plan a visit, check opening days in advance. The background in “About the episode” was checked on 19 October 2026 against the official sources below. The transcript is the narrator’s own text. Curious how far you’ve come? Take the free Italian level test or book a free 30-minute trial lesson. Art-history language is rich and sometimes literary (leggiadro, sfarzoso, panneggio). To feel at ease with texts like this one, regular reading at your level makes the biggest difference. Graded readers are a good place to start, and I recommend: Affiliate links · As an Amazon Associate I earn from qualifying purchases. I am preparing a series of Italian courses from A1 to C2, plus two masterclasses on Italian literature and art history. 👉 Join the waiting list and you will be among the first to know when they open.Tiepolo e la Milano del Settecento
Palazzo Clerici
Palazzo Gallarati Scotti
Altre opere di Tiepolo a Milano
L’eredità di Tiepolo a Milano
About the episode: Tiepolo in Milan
Key vocabulary from the episode
Italian English Note la volta vault, ceiling Also means “time” (una volta, once). affrescare to paint in fresco Noun: l’affresco. leggiadro graceful, light Literary adjective. fluttuare to float Used of figures that seem to hover. il panneggio drapery The folds of painted fabric. svolazzare to flutter Here the drapery “flutters”. sfarzoso lavish, sumptuous Noun: lo sfarzo. l’arazzo tapestry La Galleria degli Arazzi displayed tapestries. la committenza patrons, commissioning clients Verb: commissionare. staccare un affresco to detach a fresco Done to move or save it, as in Sant’Ambrogio. Language notes
Comprehension questions
Show answers
Sources
More episodes about Milan
📚 Reading Italian, one step at a time
🎧 Do you love Italian art and literature?
