Una viaggiatrice con la valigia fa una domanda alla receptionist di un hotel, per imparare domande e negazioni in italiano

Domande e negazioni in italiano: chi, che cosa, dove, non, mai, niente

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Per parlare davvero con qualcuno servono due strumenti: saper fare domande e saper dire di no. In questa lezione impari le parole interrogative più importanti (chi, che cosa, dove, quando, come, perché, quanto, quale) e il sistema della negazione italiana, che ha una particolarità: la doppia negazione è corretta e anzi obbligatoria. Se hai già studiato i verbi essere e avere e il presente dei verbi in -are, hai tutto quello che serve per cominciare.

Le domande sì/no: basta cambiare l’intonazione

In italiano una domanda a cui si risponde «sì» o «no» ha la stessa struttura di una frase affermativa: cambiano solo l’intonazione della voce, che sale alla fine, e il punto interrogativo nello scritto. Non esiste un verbo ausiliare come in inglese (do you…?). Il dizionario Treccani descrive proprio così la frase interrogativa senza parole interrogative: è caratterizzata dall’inflessione della voce, come in hai già cenato? [1].

  • Parli italiano. → Parli italiano?
  • Marco abita a Lugano. → Marco abita a Lugano?
  • Hai fame. → Hai fame?

Le parole interrogative

ParolaChiede…Esempio
chila personaChi è quel ragazzo? Con chi parli?
che cosa / cosa / chela cosaChe cosa fai? Cosa mangi? Che fai?
doveil luogoDove abiti? Di dove sei?
quandoil tempoQuando parti? Da quando studi italiano?
comeil modoCome ti chiami? Come stai?
perchéla causaPerché studi italiano?
quanto / quanta / quanti / quantela quantitàQuanto costa? Quanti anni hai?
quale / qualila sceltaQuale libro preferisci? Quali lingue parli?

Chi, che, quale e quanto: cosa cambia?

Secondo l’Enciclopedia dell’italiano di Treccani, che, quale e quanto possono accompagnare un nome (come aggettivi) oppure sostituirlo (come pronomi), mentre chi è solo pronome e si usa per le persone [2]. Per le forme: che è invariabile (che libro?, che libri?); chi non cambia; quale ha il plurale quali; quanto cambia in genere e numero (quanto, quanta, quanti, quante) [2].

  • Quanto tempo hai? Quanta acqua vuoi? Quanti fratelli hai? Quante lezioni hai oggi?
  • Quale città preferisci, Roma o Milano? (scelta tra due o poche cose)

Nelle domande dirette, oggi che è forse più frequente di quale, ma sono corretti entrambi: Che libro stai leggendo? Quale vino vuole per accompagnare il pesce? [3]. Per il singolare quale può diventare qual, che si scrive sempre senza apostrofo: qual è il tuo numero di telefono? (non “qual’è”) [4].

Preposizione + parola interrogativa

La preposizione sta prima della parola interrogativa, mai alla fine della frase come in inglese:

  • Con chi parli? (Who are you talking to?)
  • Di che cosa parlate? (What are you talking about?)
  • A che ora arrivi? (What time do you arrive?)
  • Da dove vieni? (Where do you come from?)
  • Per quanto tempo resti? (How long are you staying?)

L’ordine delle parole nella domanda

La parola interrogativa va all’inizio. Il soggetto, se c’è, di solito segue il verbo: Dove abita Marco? Quando arriva il treno? Perché studia italiano Sara? (si può dire anche Perché Sara studia italiano?). Perché è sia la parola della domanda sia quella della risposta: Perché studi italiano? – Perché vivo in Italia.

La negazione: «non» davanti al verbo

Per dire di no a una frase si mette non davanti al verbo: Parlo tedesco → Non parlo tedesco. Ho fame → Non ho fame. Capisco → Non capisco. Con un pronome davanti al verbo, non va prima del pronome: Non lo so. Non ti capisco. Non mi piace. Nelle risposte brevi si usa no da solo o no, non…: Vieni stasera? – No, non vengo.

Gli avverbi di negazione più comuni sono non, nemmeno, neanche e neppure. Per rafforzare la negazione si aggiunge affatto, proprio o mica: Non mi piace affatto. Non capisco proprio il tuo comportamento. Non ti ho mica insultato. [5]

Nessuno, niente, mai: la doppia negazione

Le parole nessuno (nessuna persona), niente / nulla (nessuna cosa) e mai (in nessun momento) sono la serie degli indefiniti negativi [6]. La regola importante riguarda la loro posizione: se vengono dopo il verbo, serve anche non davanti al verbo; se vengono prima del verbo, non non si usa [6][7].

Dopo il verbo (serve «non»)Prima del verbo (senza «non»)
Non vedo nessuno.Nessuno mi ha detto niente.
Non ho niente da dire.Niente è impossibile.
Non vado mai al cinema.Mai dire mai.
Non è venuto nessuno alla festa.Nessuno è venuto alla festa.

In italiano la doppia negazione non rende positiva la frase: le due negazioni si rinforzano. Non ho mai detto niente a nessuno significa «non ho detto niente a nessuno, in nessun momento». La forma fa niente è tipica del parlato, soprattutto settentrionale; nello scritto la forma corretta è non fa niente [8]. Per questo, nei messaggi e nelle email, scrivi non fa niente.

Altre espressioni negative molto utili:

  • non… più (no longer): Non abito più a Roma.
  • non… ancora (not yet): Non ho ancora mangiato.
  • né… né… (neither… nor): Non bevo né caffè né tè.
  • niente di + aggettivo: Non c’è niente di buono nel frigorifero.
  • niente da + infinito: Non ho niente da fare. [9]

Domande negative e risposte sì/no

Se ti fanno una domanda negativa, la risposta sì o no si riferisce alla situazione reale, non alla forma della domanda: Non hai fame? – Sì, ho fame (ho fame) / No, non ho fame (non ho fame). Per evitare ambiguità, aggiungi sempre una frase breve dopo il sì o il no.

Mini-dialogo: all’arrivo in hotel

Receptionist: Buongiorno! Come si chiama?
Anna: Anna Keller. Ho una prenotazione per tre notti.
Receptionist: Perfetto. Da dove viene?
Anna: Vengo da Zurigo. A che ora è la colazione?
Receptionist: Dalle sette alle dieci. Quanti siete?
Anna: Siamo in due. Mio marito non beve caffè, ma io non vivo senza! Non c’è niente di meglio al mattino.
Receptionist: Non si preoccupi: il caffè c’è sempre. Qual è il suo numero di telefono?

Gli errori più comuni

  • «Vedo nessuno»: dopo il verbo serve anche non: Non vedo nessuno.
  • «Nessuno non è venuto»: prima del verbo nessuno non vuole non: Nessuno è venuto.
  • «Non mai vado», «Non vado niente mai»: non va sempre davanti al verbo e mai dopo: Non vado mai.
  • «Qual’è»: si scrive qual è, senza apostrofo.
  • «Chi parli con?»: in italiano la preposizione va prima della parola interrogativa: Con chi parli?

Esercizio 1: scegli la parola interrogativa

Completa con chi, che cosa, dove, quando, come, perché, quanti, qual.

  1. ______ ti chiami?
  2. ______ abiti?
  3. ______ anni hai?
  4. ______ è il tuo numero di telefono?
  5. ______ è quella signora?
  6. ______ studi italiano?
  7. ______ mangi a colazione?
  8. ______ arrivi domani?

Soluzioni: 1. Come – 2. Dove – 3. Quanti – 4. Qual – 5. Chi – 6. Perché – 7. Che cosa – 8. Quando (o A che ora).

Esercizio 2: trasforma in frase negativa

  1. Parlo tedesco.
  2. Vedo qualcuno.
  3. Mangio sempre carne.
  4. Ho già mangiato.
  5. Abito ancora a Roma.
  6. Bevo caffè e tè.
  7. Dico qualcosa.

Soluzioni: 1. Non parlo tedesco. 2. Non vedo nessuno. 3. Non mangio mai carne. 4. Non ho ancora mangiato. 5. Non abito più a Roma. 6. Non bevo né caffè né tè. 7. Non dico niente.

Esercizio 3: trova l’errore

  1. Vedo nessuno al bar.
  2. Nessuno non è venuto.
  3. Non mai vado al cinema.
  4. Non ho niente da fare.
  5. Qual’è il tuo indirizzo?

Soluzioni: 1. Non vedo nessuno al bar. 2. Nessuno è venuto. 3. Non vado mai al cinema. 4. Corretto. 5. Qual è il tuo indirizzo?

Per riflettere: scrivi cinque domande da fare a un nuovo compagno di corso, con cinque parole interrogative diverse, e poi rispondi in modo negativo a ognuna.

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Fonti

Tabelle, dialogo ed esercizi nascono dalla mia esperienza di insegnamento dell’italiano a stranieri.

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