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Chi inizia a studiare italiano si pone presto due domande: devo dire sempre «io», «tu», «lui»? e quando devo dare del «tu» e quando del «Lei»? In questa lezione rispondi a entrambe. Imparerai i pronomi personali soggetto, capirai perché in italiano si omettono quasi sempre e scoprirai come funziona la forma di cortesia, uno degli aspetti più importanti della comunicazione quotidiana. Servono i verbi che hai già visto: essere e avere, il presente in -are e il presente in -ere.
I pronomi personali soggetto
I pronomi personali designano le persone coinvolte nella comunicazione: la prima persona (io) è chi parla, la seconda (tu) è chi ascolta, la terza (lui, lei) è la persona o la cosa di cui si parla [1]. Le forme del soggetto sono sette:
| Persona | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| 1ª | io | noi |
| 2ª | tu | voi |
| 3ª | lui (maschile), lei (femminile) | loro |
Nella lingua scritta formale, soprattutto letteraria, troverai anche egli, ella, essi, esse: nel parlato e nella lingua di tutti i giorni si usano lui, lei e loro [1]. Per le cose, in italiano non esiste un pronome come l’inglese it: si dice semplicemente È un libro. È tardi. Piove.
In italiano il pronome soggetto si omette
Come hai visto nelle lezioni sui verbi, la desinenza del verbo indica già la persona: parlo è «io», parli è «tu», parliamo è «noi». Per questo in italiano il pronome soggetto di solito si omette:
- Sono Marco. (non: “Io sono Marco”, se non vuoi dare enfasi)
- Abito a Lugano e lavoro in banca.
- Parlate italiano?
Si usa invece il pronome quando c’è un contrasto o un’enfasi, o quando la forma del verbo è ambigua:
- Io parlo tedesco, lei parla italiano. (contrasto)
- Chi ha fatto la spesa? – Io! (risposta enfatica)
- Che cosa fai tu? E tu? (domande al nuovo interlocutore)
- Lui è di Roma, lei è di Milano. (distinzione tra due persone)
Alcuni verbi hanno forme uguali per più persone (al congiuntivo, per esempio), ma al presente indicativo quasi tutti i verbi distinguono bene le persone, quindi il pronome serve poco.
Tre verbi, sei persone
| Pronome | essere | parlare | vivere |
|---|---|---|---|
| io | sono | parlo | vivo |
| tu | sei | parli | vivi |
| lui / lei / Lei | è | parla | vive |
| noi | siamo | parliamo | viviamo |
| voi | siete | parlate | vivete |
| loro | sono | parlano | vivono |
Nota che lui, lei e Lei (di cortesia) usano la stessa forma verbale: la terza persona singolare.
Tu o Lei? I due modi di rivolgersi a qualcuno
I pronomi usati per rivolgersi all’interlocutore si chiamano pronomi allocutivi. L’italiano contemporaneo ha due forme principali: il tu reciproco, riservato ai rapporti informali (amici, famiglia, colleghi che si frequentano abitualmente), e il Lei reciproco, per i rapporti formali [2]. Il sistema di oggi è più semplice di quello del passato: fino al Trecento c’erano solo tu e voi, il Lei compare nel Quattrocento e si diffonde tra Cinquecento e Seicento [2]. L’uso attuale tende alla semplificazione e quindi al bipolarismo tu / Lei [3].
| Uso il «tu» con… | Uso il «Lei» con… |
|---|---|
| amici e familiari | persone che non conosco |
| bambini e ragazzi | clienti, pazienti, passeggeri |
| coetanei in contesti informali | persone più anziane di me |
| colleghi con cui lavoro ogni giorno | professori universitari, direttori, medici |
| chat, social network, giochi online | email di lavoro, lettere ufficiali, banche e uffici |
Negli ultimi decenni il tu ha ampliato la sua sfera d’uso, soprattutto nella comunicazione pubblica e digitale [2][3]. Quando non sei sicuro, usa il Lei: è meno rischioso passare dal Lei al tu (di solito è l’altra persona a proporlo: Possiamo darci del tu) che il contrario.
Come si usa il «Lei» di cortesia
Il Lei di cortesia è formalmente la terza persona singolare e vale sia per un uomo sia per una donna. Il verbo è alla terza persona singolare, come con lui e lei. Per convenzione, nello scritto si usa la maiuscola (Lei, Le, Loro, Voi) per distinguere i pronomi di cortesia dagli altri [3].
| Con il «tu» | Con il «Lei» |
|---|---|
| Come ti chiami? | Come si chiama? |
| Di dove sei? | Di dov’è? |
| Che lavoro fai? | Che lavoro fa? |
| Hai una prenotazione? | Ha una prenotazione? |
| Parli italiano? | Parla italiano? |
| Prendi un caffè? | Prende un caffè? |
| Dove abiti? | Dove abita? |
| Come stai? | Come sta? |
Gli aggettivi e i participi che si riferiscono al Lei si accordano con il sesso della persona a cui parli, non con il genere grammaticale del pronome: a un uomo si dice Lei è stanco?, a una donna Lei è stanca? [4].
E il «voi»?
Voi è anzitutto il plurale di tu: Siete di Zurigo? si dice a due o più persone con cui hai confidenza. Il voi come forma di cortesia per una sola persona è oggi corrente nel Sud dell’Italia, anche tra i giovani, mentre nell’Italia settentrionale non ha un valore particolare di rispetto [4]. Per una sola persona formale, se sei in dubbio, usa sempre il Lei: è la forma standard e funziona in tutta Italia e in Svizzera. Per più persone formali di solito si usa il voi; il plurale di cortesia Loro è molto formale e si sente quasi solo in contesti molto distinti.
Mini-dialoghi: la stessa scena, due registri
Tra amici (tu):
Giulia: Ciao, io sono Giulia. Tu come ti chiami?
Paolo: Sono Paolo. Di dove sei?
Giulia: Sono di Bellinzona, ma vivo a Lugano. E tu?
Paolo: Io sono di Milano e lavoro qui da due anni.
In ufficio (Lei):
Segretaria: Buongiorno, come si chiama?
Cliente: Mi chiamo Paolo Bianchi. Ho un appuntamento con il dottor Rossi.
Segretaria: Perfetto. Di dov’è, signor Bianchi? Parla italiano?
Cliente: Sono di Zurigo, ma parlo italiano. Lei è di Lugano?
Segretaria: Sì, vivo qui da molti anni. Prende un caffè mentre aspetta?
Gli errori più comuni
- Dire sempre «io», «tu»: in italiano il pronome si omette, salvo contrasto o enfasi. «Io sono Maria, io abito a Roma, io lavoro…» suona molto pesante.
- «Signora, come stai?»: con una persona formale si dice Come sta?
- «Lei parli bene»: con il Lei il verbo è alla terza persona: Lei parla bene.
- «Voi sei di Roma?»: con voi il verbo è alla seconda plurale: Voi siete di Roma?
- Passare dal Lei al tu senza avvisare: se hai iniziato con il Lei, aspetta che sia l’altra persona a proporre il tu.
- Dimenticare l’accordo: Lei è stanco (a un uomo), Lei è stanca (a una donna).
Esercizio 1: dal «tu» al «Lei»
- Come ti chiami?
- Di dove sei?
- Che lavoro fai?
- Hai una prenotazione?
- Parli italiano?
- Dove abiti?
- Prendi un caffè?
- Sei stanco?
Soluzioni: 1. Come si chiama? – 2. Di dov’è? – 3. Che lavoro fa? – 4. Ha una prenotazione? – 5. Parla italiano? – 6. Dove abita? – 7. Prende un caffè? – 8. È stanco? (o È stanca?, a una donna).
Esercizio 2: tu o Lei?
Scrivi la forma che di solito usi in ogni situazione.
- Parli con tua sorella.
- Parli con il direttore della tua banca.
- Parli con un vicino anziano che non conosci.
- Parli con una collega con cui lavori ogni giorno.
- Scrivi un’email a un professore universitario.
Soluzioni: 1. tu – 2. Lei – 3. Lei – 4. di solito tu – 5. Lei.
Esercizio 3: trova l’errore
- Signora, come stai?
- Lei parli molto bene l’italiano.
- Voi sei di Roma?
- Io sono Marco e io abito a Lugano e io lavoro in banca.
- Marco è svizzero, io sono italiana.
Soluzioni: 1. Signora, come sta? 2. Lei parla molto bene l’italiano. 3. Voi siete di Roma? 4. Sono Marco, abito a Lugano e lavoro in banca. 5. Corretto (qui il pronome io indica contrasto).
Per riflettere: immagina di incontrare il tuo nuovo vicino di casa (una persona anziana) e poi un tuo coetaneo. Scrivi due mini-dialoghi di sei battute con le stesse domande: il primo con il Lei, il secondo con il tu.
Continua a studiare
- I verbi essere e avere
- Il presente dei verbi in -are
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Fonti
- [1] «Personali, pronomi», Enciclopedia dell’Italiano, Treccani (consultato il 24 ottobre 2026)
- [2] «Lei, uso del», La grammatica italiana, Treccani (consultato il 24 ottobre 2026)
- [3] Piera Molinelli, «Allocutivi, pronomi», Enciclopedia dell’Italiano, Treccani (consultato il 24 ottobre 2026)
- [4] «Allocutivi [prontuario]», Enciclopedia dell’Italiano, Treccani (consultato il 24 ottobre 2026)
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